Questo concetto è stato
ribadito di recente dalla prestigiosa rivista medica British Medical Journal che
ha pubblicato un articolo che evidenzia come il rischio di tumore al polmone non
varia tra persone che fumano sigarette ad alto o basso contenuto di catrame. I
risultati dello studio si sono basati su oltre 900.000 soggetti di età superiore
ai 30 anni studiati in un arco di tempo di 6 anni. Gli scienziati hanno preso in
considerazione sigarette a diverso contenuto di catrame (7 mg o meno, da 8 a 14
mg e da 15 a 21 mg); per tutti questi soggetti il rischio di sviluppare cancro
del polmone si è rivelato sovrapponibile. Solo chi fuma sigarette senza filtro
con contenuto di catrame superiore a 22 mg ha un rischio decisamente più
elevato.
Pertanto la riduzione del contenuto di catrame al di sotto dei 15 mg (tipica
della sigaretta “light”), che negli anni ’80 era stata massicciamente
pubblicizzata quale soluzione ai danni derivanti dal fumo di sigaretta, non
determina alcuna riduzione del rischio di tumore al polmone. Piuttosto, la
riduzione dei livelli di catrame (e di nicotina) nelle sigarette “light” ha
provocato una modifica nelle modalità di inalazione del fumo e di presentazione
dei tumori polmonari. Con le sigarette “light” i fumatori per sedare la propria
dipendenza da nicotina sono stati spinti ad aspirare più profondamente il fumo
di sigaretta e le localizzazioni tumorali si sono spostate dai grossi bronchi
alle diramazioni più periferiche. Si è ipotizzato che con aspirazioni più
profonde del fumo fino alla periferia dei polmoni sia aumentato il numero delle
localizzazioni periferiche del tumore. In ogni caso, questa differente
localizzazione dei tumori non ha ricadute a livello di prognosi, che rimane
comunque infausta.
Possiamo pertanto concludere una cosa già comunque nota, fumare è un danno
irreversibile per la salute. Si può decidere se ammalarsi con sigarette light o
normali tanto non esiste una sigaretta poco dannosa rispetto ad un’altra. Già da
tempo d’altra parte non viene più riportata la dicitura di sigaretta “light” o
super “light” perché che il rischio potesse essere uguale, anche sulla scorta
dei recenti studi pubblicati, da sospetto è diventata certezza. Molti
preferiscono magari credere che sia ancora un dato non confermato, speriamo che
queste poche cifre riportate insinuino qualche dubbio in più e che le sigarette
forti o leggere vengano considerate per quello che realmente sono: un rischio.