Cosa spinge una ragazzina adolescente a fumare? Pare che l’adolescenza sia
una fase della vita durante la quale è fondamentale trovare il modo di esprimere
il proprio essere adulti; alcuni trovano forme interiori per questa crescita,
altri invece forme prettamente esteriori quali può essere una sigaretta.
Naturalmente l’abitudine al fumo deriva anche da una serie di fattori
psico-sociali e tra questi la diffusissima ansia presente tra le adolescenti di
essere magre e mantenere un peso adeguato. A questo si associano lo stress,
l’alcool, un pessimo rendimento scolastico, l’essere figli di genitori separati.
Preoccupante che le ragazzine che vorrebbero essere più magre e che presentano
ansie nei confronti del loro peso sono quelle che corrono i rischi maggiori di
diventare fumatrici accanite. Continua dalla home... Questo dato emerge da una indagine condotta su
2379 ragazzine che avevano 9-10 anni all’inizio della ricerca e che sono state
seguite per 9 anni. I ricercatori hanno individuato cinque categorie di
fumatrici; non fumatrici, fumatrici sperimentali (ragazzine che fumavano per 5
giorni o meno al mese), occasionali (da 6 a 19 giorni), regolari (da 20 a 29
giorni), giornaliere (30 giorni). I risultati dello studio, condotto dalla John
Hopkins University e pubblicato su Preventive Medicine hanno evidenziato come il
mantenimento del peso corporeo rappresenti un fattore di rischio molto elevato
per la dipendenza grave da fumo di sigaretta; altrettanto rischiosi lo stress, i
cattivi voti a scuola, il consumo di alcool, genitori separati.
Lo studio evidenzia come il fumo di sigaretta stavolta debba essere inserito
in un contesto giovanile. Il fumo tra gli adolescenti è un modo di sentirsi
adulti, di fronteggiare un momento difficile della vita quale può essere appunto
l’adolescenza, quando per la prima volta un ragazzino non più bambino ma non
ancora adulto affronta i primi stress (depressioni, ambientamento scolastico,
problemi familiari). Da qua si capisce l’importanza della prevenzione, perché la
sigaretta non venga scelta come un rifugio. La famiglia assume un ruolo di prim’ordine
perché deve essere autorevole ma non autoritaria, imponendo delle regole pur
rimanendo aperta al dialogo. L’adolescente d’altro canto deve elaborare la
propria autonomia, incanalare le proprie energie in attività costruttive che gli
diano un senso di appagamento di sé e gli permettano di costruire il proprio
essere adulto. |