lunedì 6 settembre 2010
ECCO L'IDENTIKIT DI CHI CE LA FA PIÙ SPESSO A SMETTERE DI FUMARE  Indietro
Anche se smettere di fumare dona alle persone chiari benefici, molti fumatori rispondono in maniera poco efficace ai tentativi di sospensione del fumo, raggiungendo una complessiva percentuale di successo di astinenza a lungo termine piuttosto deludente.

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Lo scetticismo nei confronti del reale grado di efficacia degli interventi mirati a far smettere di fumare può condizionare negativamente le priorità del medico nell’avviare, insieme al proprio assistito, un percorso di disuassefazione dal fumo di sigaretta. Questo atteggiamento rinunciatario può risolversi promuovendo la comprensione generale della storia naturale del tabagismo, rendendo razionale l’utilizzo dei servizi per smettere di fumare, ed informandosi circa il corretto uso di farmaci antifumo. In particolare, una migliore conoscenza degli elementi predittivi per la riuscita della sospensione del fumo può essere utile ai medici per individuare quei fumatori che hanno maggiore probabilità di smettere. Al congresso annuale della European Respiratory Society svoltosi lo scorso Ottobre a Berlino, il gruppo del Prof. Polosa ha presentato l’identikit di chi ce la fa più spesso: uomini sposati che convivono con non fumatori, poco dipendenti dalla nicotina, che hanno iniziato tardi a fumare e hanno già provato a smettere per periodi abbastanza lunghi. Prendere in considerazione questi elementi serve a capire chi ha più difficoltà a farcela e aiuta a intervenire in maniera più incisiva, quando occorre. Le donne, ad esempio, vanno aiutate a non temere l’aumento di peso e a fronteggiare gli effetti del ciclo mestruale sui sintomi dell’astinenza; con chi ha iniziato a fumare da giovane, occorre una strategia aggressiva fin dall’inizio. Una migliore comprensione di questi fattori predittivi, ritorna utile non solo nell’identificare il fumatore con migliore propensione allo smettere, ma anche ad orientare il medico verso strategie di counseling comportamentale e di terapie farmacologica più intensive in quelli che risultano a rischio per una facile ricaduta.
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