10 motivi per smettere o ridurre il danno da fumo

10 motivi per smettere o ridurre il danno da fumo

Nuova puntata con “Gli influenti dello svapo”. Ai microfoni di LIAF, oggi risponde il prof. Fabio Beatrice, Direttore del Centro Antifumo dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, membro autorevole del comitato scientifico per la ricerca sulla sigaretta elettronica della Lega Italiana Anti Fumo e autore del nuovo libro “Senti chi Fuma“.

Riduzione del rischio da fumo: a che punto siamo in Italia? 

In Italia, la classe medica appare tutt’ora divisa. Ci sono esperti preoccupati dalla possibilità che i nuovi prodotti (sigaretta elettronica e fumo freddo) possano attrarre al fumo i giovani e che, in qualche modo, il loro consumo avvalli il principio che possa esistere un fumo non nocivo. Ci sono anche esperti che mettono al centro della questione la dipendenza e che considerano questo aspetto prioritario nell’ambito della tossicità del fumo.

Abbiamo dall’altro lato esperti che considerano globalmente la tossicità del fumo di sigaretta e che vedono nei nuovi prodotti del fumo una possibile tutela dei fumatori incalliti che non riescono o che non vogliono smettere: è la via della riduzione del danno. Questa posizione nasce dalla consapevolezza che i rischi della sigaretta dipendono da più fattori e non solo dalla dipendenza da nicotina. Il nuovo assetto legislativo sulle tassazione dei liquidi del fumo elettronico sembrerebbe, almeno in parte, un gesto politico di attenzione al principio pragmatico della riduzione del danno . 

Quali sono i vantaggi dell’utilizzo di e-cig? 

Il vantaggio della e-cig si apprezza ponendola in confronto con la sigaretta tradizionale.

La sigaretta elettronica non presenta combustione e l’inalazione del vapore contenente nicotina ed aromi consente certamente al fumatore di normalizzare i valori del monossido di carbonio (dato che io stesso ho dimostrato già nel 2015 e che risulta ampiamente confermato nel tempo).

I prodotti della combustione si abbattano drammaticamente al punto che il Ministero della Salute della Gran Bretagna ha confermato ancora in epoca recente una riduzione di tossicità del fumo elettronico rispetto al fumo tradizionale del 95%.

I prodotti della combustione sono rappresentati da 70 cancerogeni certi e varie centinaia di sostanze fortemente tossiche. Ovviamente il fumatore ha bisogno della nicotina che poi è anche il farmaco più utilizzato al mondo per sostenere la cessazione.

Dare inizialmente ad un fumatore una sigaretta elettronica priva di nicotina significa quasi sempre farlo fallire e riportarlo al consumo iniziale di sigarette. La tossicità da nicotina è nota da tempo.

E’ la sostanza che da il piacere del fumo e rende difficile smettere ma certamente non ha azione oncogena se non a livelli molto lontani dai consumi dei fumatori. Ha anche un impatto cardiovascolare ma anche in questo caso inferiore rispetto all’impatto che i prodotti della combustione hanno sulle pareti vasali. Quando in medicina si dice che si è in grado di risolvere un problema al 95% questo da molta sicurezza in termini di efficacia. Probabilmente sulla questione del fumo in generale, gli interessi economici, ideologici e politici sono molto presenti e quindi resta difficile trovare un punto di incontro che soddisfi tutte le esigenze .

Resta però come un macigno il fatto che in Italia fumino 12 milioni di persone e che nei centri antifumo per smettere di fumare arrivino non più di 16 mila fumatori, cioè una frazione piccolissima rispetto al mondo globale dei fumatori italiani. E’ evidente che la proposta di aiuto va in qualche modo riformulata e resa ricevibile. Continuano a morire 80 mila fumatori all’anno nel nostro paese ed aggredire questa cifra sembra prioritario . Non sembra giusto dare le spalle a questa evidenza del presente nel dubbio di ciò che potrebbe capitare domani . 

Ogni giorno assistiamo alla proliferazione di studi e notizie sui danni possibili causati dalle sigarette elettroniche. In generale cosa ne pensa? 

Penso che andrebbe messa pragmaticamente al centro un’azione di aiuto ricevibile rivolta ai fumatori che continuano a fumare e ad ammalarsi. Molte notizie che si leggono sui giornali, quando poi si va a consultare approfonditamente la fonte scientifica, appaiono davvero lontane dalla realtà del dato scientifico. Non è bene che questo accada perché produce confusione nell’opinione pubblica e porta discredito alla comunità scientifica.

Sono favorevole ad una discussione che veda coinvolti tutti gli attori. Per farlo è necessario superare contrapposizioni ideologiche e mettere al centro i dati scientifici e gli interessi economici per ciò che realmente sono. Poiché la Gran Bretagna è la nazione che in Europa è al primo posto nella lotta al tabagismo avendo un incidenza del fenomeno tra le più basse in assoluto, il fatto che abbia destinato al fumo elettronico un’attenzione così grande dovrebbe far riflettere. 

Nel suo libro 101 motivi per non fumare lei elenca tante buone ragioni per cercare di far capire quanto il fumo possa far male. Quali sono i primi 10 buoni motivi? 

  1. Smettere di fumare abbassa moltissimo il rischio di cancro, di infarto e di ictus.
  2. Se uno ama andare a correre, smettere di fumare migliora di molto la performance sportiva.
  3. Una buona ragione potrebbe averla una coppia di fumatori che desidera avere dei figli e non riesce: spesso smettendo si recupera la fertilità.
  4. Una mamma in gravidanza smettendo difende il suo bambino/a prevenendo rischio di aborto, di nascita prematura o di sottopeso alla nascita.
  5. Un bel ragazzo o una bella ragazza potrebbero aver interesse a smettere di fumare per puzzare un po’ meno ed avere una pelle in stato migliore.
  6. Chi ha in cura i denti farebbe bene a smettere perché fumare aumenta il rischio di complicazioni se per caso si deve installare un impianto o fare altre cure dentarie.
  7. Chiunque assume farmaci per svariate ragioni ha interesse a non fumare poiché le sigarette abbassano l’efficacia di azione delle medicine in maniera molto significativa: vale ad esempio per ipertesi, diabetici, iperuricemici ecc.
  8. Anche un allergico se fuma starà assi peggio.
  9. Ancora fumare riduce le prestazioni sessuali anche se i fumatori e le fumatrici si sentono leoni e leonesse!
  10. E’ una mera illusione data dalla nicotina ! Potrebbero fare di meglio! Credetemi, smettere è vincente!
Previous Fumo e artrite reumatoide. Quali novità?
Next I video antifumo realizzati dai ragazzi dell'IC di Luzzara

About author

Gabriella Finocchiaro
Gabriella Finocchiaro 24 posts

Gabriella Finocchiaro, giornalista siciliana impegnata da anni nelle più importanti emittenti televisive della Sicilia è la nuova redattrice del sito LIAF. Appassionata di sport, soprattutto di pallavolo e calcio, è stata consulente anche per amministrazioni locali e provinciali e portavoce di sindaci e presidenti. Microfono e telecamera in mano, Gabriella è il volto della cronaca e della politica regionale. Il suo primo amore è stato la radio, lo strumento che le ha consentito di entrare a far parte del mondo giornalistico. Ama il teatro, il cinema, la musica, gli animali e soprattutto la vita! Gabriella crede tantissimo nelle possibilità offerte dalla comunicazione sociale e dalla diffusione di messaggi positivi a tutela degli altri. Oggi si scommette in una nuova avventura con LIAF che trova già entusiasmante!

View all posts by this author →

You might also like

Comunicati stampa

Roma – Polosa e Proietti consegnano lettera al Ministro Lorenzin

Una delegazione del Comitato Scientifico per la Ricerca sulla sigaretta elettronica in ambito di salute pubblica si è recata ieri presso il Ministero della Salute per consegnare la lettera indirizzata al Ministro Beatrice Lorenzin firmata da tutti i membri del Comitato: Umberto Veronesi (IEO – Istituto Europeo di Oncologia di Milano), Umberto Tirelli (Istituto Nazionale Tumori di Aviano), Riccardo Polosa (Università degli Studi di Catania), Fabio Beatrice (Società Italiana di Tabaccologia), Carlo Cipolla (IEO – Istituto Europeo di Oncologia di Milano), Jacques Le Houezec (Consulente di Sanità Pubblica a Rennes – Francia), Pasquale Caponnetto (Lega Italiana Anti Fumo), David Nutt (Imperial College di Londra), Mike Siegel (Boston University School of Public Health), Sally Satel (American Enterprise Institute), Kostantinos Farsalinos (Università di Patras) e Marcus Munafo (Università di Bristol).

In evidenza

Inghilterra fuoriclasse: fumatori ancora in calo nel 2017

Nel corso di questi ultimi 5 anni, il Regno Unito ha dato dimostrazione di lungimiranza e coerenza facendosi promotore di programmi innovativi di salute pubblica che hanno posto il vapagismo al centro delle politiche antifumo di quel paese. Grazie a questo, come dimostrato oggi dai dati riportati dal PHE – Public Health England, il tasso di prevalenza di fumatori è sceso a poco meno del 15%.

News

Fumo di sigaretta: note statistiche aggiornate

I fumatori nel mondo sono un miliardo e cento milioni: trecento milioni nei paesi industrializzati e 800 in quelli in via di sviluppo. Ogni anno muoiono quattro milioni di persone