Centro Antifumo di Catania: “I minori iniziano fumando, non svapando”

Centro Antifumo di Catania: “I minori iniziano fumando, non svapando”

Troppi i giovani che fumano ed è ancora troppo facile comprare le sigarette per i minori. Questi i dati della terza indagine della sorveglianza Gyts (Global Youth Tobacco Survey), realizzata in oltre 180 Paesi del mondo e finalizzata al monitoraggio dei comportamenti legati all’uso dei prodotti del tabacco fra gli adolescenti, presentata stamane al ministero della Salute. 

I prodotti da fumo più utilizzati tra i giovani italiani di 13-15 anni sono le sigarette di tabacco (1 su 5 le fuma quotidianamente) e le sigarette elettroniche (18%). Riguardo la sigaretta elettronica, invece, i dati mostrano in soli 4 anni che la sua diffusione è diventata paragonabile a quella della sigaretta tradizionale.

Troppo facile ancora l’accesso all’acquisto di sigarette tradizionali presso le tabaccherie malgrado l’inasprimento della normativa.

L’accesso alla sigaretta elettronica è prettamente di comunità: 8 ragazzi su 10 la ottengono da un amico, il resto l’ha acquistata attraverso diversi canali (rivenditore, farmacia, Internet, ecc).

I dati sulla volontà di smettere di fumare non sembrano cambiare nel tempo. Risulta alta la percezione dei ragazzi di poter smettere quando vogliono (81%), però poco più della metà ha tentato realmente di farlo negli ultimi 12 mesi. Solo 1 intervistato su 2 ha ricevuto un aiuto per riuscire in questo intento.

Dati importanti che però non convincono completamente i ricercatori del CPCT entro per la Prevenzione e Cura al Tabagismo del Policlinico “Vittorio Emanuele” di Catania:

Riceviamo ogni anno giovani fumatori tra i 17 e i 25 anni, sia uomini che donne, che hanno bisogno di curare il tabagismo. Abbiamo numerosi accessi e tutti arrivano per smettere di fumare le bionde“.

A confermarlo è la dott.ssa Marilena Maglia, una delle ricercatrici del CoEHAR che da anni collabora con il Centro Antifumo del Policlinico di Catania. In una recente intervista la dottoressa Maglia ha spiegato la difficoltà di trattare questo tipo di pazienti fumatori.

“L’importante – spiega Marilena Maglia – è creare un’alleanza sincera e duratura con loro. Per far smettere di fumare i giovani è impensabile far leva sulla paura. Il divieto di consentire loro di utilizzare le e-cig per ridurre i danni da fumo non è sempre la soluzione più efficace. Bisognerebbe invece valutare la situazione caso per caso“.

A proposito dei dati di Global Youth Tobacco, abbiamo chiesto alla dott.ssa Maglia quanti casi sono stati registrati nel Centro di ricerca catanese rispetto a giovani che hanno iniziato con la sigaretta elettronica senza prima passare dal fumo di sigaretta convenzionale:

“Nessuno” – ha detto.

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Autore

Valeria Nicolosi
Valeria Nicolosi 229 articoli

Valeria Nicolosi è giornalista, esperta in progettazione e comunicazione pubblica (sociale e istituzionale). Laureata in Programmazione delle Politiche Pubbliche nell’Università degli Studi di Catania, è anche masterizzata in Comunicazione Pubblica nell’Università IULM di Milano. L'amore e l'interesse nei confronti della formazione dell'opinione pubblica l’hanno portata a collaborare come consulente per LIAF con l’obiettivo di aiutarli a definire azioni utili per la diffusione e la sensibilizzazione della cultura antifumo. Valeria è oggi press office di LIAF e collabora anche con istituzioni ed enti pubblici diversi.

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