Cooperazione sanitaria: a Catania un progetto da replicare

Cooperazione sanitaria: a Catania un progetto da replicare

Farmacisti, medici e ricerca scientifica insieme per un servizio sanitario migliore.
<< Il “Progetto Osteoporosi in Farmacia” ideato dal Prof. Riccardo Polosa dell’Università di Catania, è un esempio di ottima cooperazione sanitaria. La collaborazione tra farmacie, ospedali e università rende il servizio sanitario migliore e più efficiente, aumentando l’informazione al cittadino. Progetti come questi vanno replicati>>.
È quanto affermato dal Prof. Vittorio Virgilio Assessore alla Sanità del Comune di Catania durante la presentazione dei risultati del “Progetto Osteoporosi in Farmacia” tenutasi a Catania.
<< Il “Progetto Osteoporosi in Farmacia” è un esempio di ricerca universitaria multidisciplinare che coinvolgendo tutte le strutture sanitarie del territorio, dà un servizio utile e importante alla gente – ha affermato il Preside dell’Università di Catania, il Prof. Francesco Basile. Studi colme questo accrescono il prestigio dell’Università di Catania, non solo a livello locale, ma anche internazionale. L’osteoporosi è un tema di grande interesse e grazie alla collaborazione tra medici, farmacisti e aziende farmaceutiche si può ancora fare molto per prevenirne e curarne i disturbi>>.
La campagna di screening in farmacia per la diagnosi precoce dell’osteoporosi ha coinvolto esperti dell’Università di Catania, 60 farmacisti del circuito Farmacia OK del gruppo SOFAD, i medici dell’Azienda Ospeadaliera Cannizzaro, Presidio Ospedaliero Santo Bambino e Azienda Ospedaliera Garibaldi-Nesima e i biostatistici del CNR.
Lo studio, condotto su 720 soggetti della Sicilia orientale, ha rivelato che il fumo di sigaretta e la depressione incidono sullo sviluppo dell’osteoporosi.
Circa il 65% dei fumatori presenta osteoporosi, contro il 18% dei non fumatori.
Un fumatore ha infatti un rischio 6 volte maggiore di sviluppare osteoporosi rispetto a un non fumatore, e un forte fumatore ha un rischio più elevato di 8 volte.
Circa il 58% dei soggetti analizzati che presentavano depressione erano osteoporotici. Con la depressione infatti aumenta il rischio di sviluppare osteoporosi di circa 3 volte rispetto a chi non ne soffre.
La campagna di screening prevedeva che i farmacisti sottoponessero i loro clienti ad un breve test, registrando dati utili per la ricerca. I soggetti idonei venivano esaminati con l’ultrasonografia, poi indirizzati in ospedale per l’esame MOC, in grado di fare una diagnosi completa per l’osteoporosi, e da medici esperti per la cura.
<< Il fumo è un fattore di rischio per l’osteoporosi – spiega il Prof. Riccardo Polosa ideatore dello studio e Direttore dell’UOC di Medicina Interna dell’Osp. Santa Marta di Catania – smettere aiuta a prevenire e ridurne i disturbi. Per farlo è necessario rivolgersi a medici esperti in cure antitabagiche>>.
A Catania è possibile rivolgersi al Centro Prevenzione e Cura del Tabagismo dell’Az. Policlinico Vittorio Emanuele, telefonando al numero 0957435440. Informazioni utili sono anche disponibili sul sito della Lega Italiana Antifumo www.liaf-onlus.org oppure inviando una mail a info@liaf-onlus.org.
<<Coloro che sono affetti da forme depressive devono sottoporsi ad uno screening per l’osteoporosi – afferma il Dott. Pasquale Caponnetto specialista in psicoterapia e ricercatore dell’Università di Catania – e vice versa, i pazienti osteoporotici andrebbero valutati anche del punto di vista della depressione. L’ansia di cadere e farsi male può spingere all’inattività che incide sullo sviluppo e l’aggravarsi dell’osteoporosi. È quindi utile rivolgersi congiuntamente ad uno psicologo e ad un esperto in osteoporosi>>
<< Una corretta attività fisica, un’alimentazione sana, non fumare e non bere sono alcune strategie preventive per la riduzione del rischio di osteoporosi – afferma il Dott. Claudio Cricelli Presidente Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale – attività di screening e seguire una corretta terapia farmacologica permettono poi di ridurre concretamente i disturbi>>.
<<La farmacia rimane un luogo privilegiato dove i pazienti entrano in contatto con figure sanitarie, è per questo che le farmacie italiane si impegnano ad effettuare test di screening per varie patologie e a dare indicazioni su percorsi diagnostici così come previsto dalle normative europee – ha affermato il Dott. Gioacchino Nicolosi, Vice presidente Nazionale Federfarma. Il “Progetto Osteoporosi in Farmacia” dell’Università di Catania è un esempio della valida collaborazione tra farmacie e strutture sanitarie>>.
<<Partecipare al Progetto Osteoporosi in Farmacia per il gruppo La SOFAD e Farmacie OK è una grande opportunità di formazione – afferma il Dott. Roberto Sorbello Presidente Sofad – e per dare un servizio migliore alle persone>>.
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