DIABETE NEGLI OVER 60: QUANTO INCIDE IL FUMO?

DIABETE NEGLI OVER 60: QUANTO INCIDE IL FUMO?

Fumare comporta complicazioni cardiovascolari nei soggetti affetti da diabete

Se parliamo di salute di un fumatore, a maggior ragione se affetto da diabete e over 60, due sono gli aspetti da tenere bene in mente: il fumo è ormai riconosciuto come causa di una serie di patologie a danno del sistema cardiorespiratorio, ma la sigaretta convenzionale aumenta anche il rischio di complicazioni legate ad altre patologie.

Negli ultimi vent’anni, il numero di persone affette da diabete è quadruplicato, diventando un serio problema di salute pubblica. 

Un paziente fumatore affetto da diabete incorre in un rischio di molto maggiore di complicanze cardiovascolari. 

A questo proposito, abbiamo parlato con il Dr. Davide Campagna, Specialista di medicina Interna al Policlinico Vittorio Emanuele di Catania :

“Ci siamo occupati di fumo e diabete in due recentissime pubblicazioni per metterne in luce i rapporti. Il fumo insieme al diabete aumenta esponenzialmente il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari, quindi il diabetico (già predisposto per la patologia di base) che fuma non fa altro che moltiplicare le proprie chances di ammalarsi di infarto, ictus, malattie renali, disturbi della vista e quindi alla lunga di ridurre la propria speranza di vita. 

Abbiamo dimostrato nel nostro recente articolo come la smoking cessation riduca il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari e soprattutto ne rallenti il deterioramento se già instauratesi. Quindi il messaggio che deve passare a tuti i diabetici che fumano è smettere il prima possibile per stare meglio e vivere di più”

Accanto al fumatore attivo, non dobbiamo dimenticarci di chi per anni gli è stato accanto, sviluppando una serie di problematiche di salute connesse al cosiddetto fumo passivo.

“Negli anziani che hanno fumato per anni o che hanno, loro malgrado, subito il fumo passivo dal proprio partner (spesso vediamo nonnine affette dalle stesse patologie dei mariti senza aver mai toccato una sigaretta attivamente) il fumo di sigaretta rappresenta una di quelle abitudini che portano a riacutizzare più frequentemente la malattia di base. Il classico esempio è la BPCO, malattia tipica dei fumatori.”

Le linee guida del COEHAR parlano chiaro: indipendentemente dall’età, rivolgersi a centri antifumo per una assistenza personalizzata e la conoscenza di dispotici alternativi , come la sigaretta elettronica o i dispositivi a tabacco riscaldato, diminuisce di molto il danno causato dalla sigaretta convenzionale.

Per chi ha già tentato qualsiasi metodo possibile, molto spesso la sigaretta elettronica rappresenta l’ultima valida alternativa e non dovrebbe essere messa da parte.

“Il fumo è nocivo a tutte le età, il tempo di esposizione è quello che da una stima dei danni perpetrati” ci ricorda Il prof Campagna.

Precedente Al CoEHAR il primo training internazionale del progetto "Replica", il progetto che replicherà gli studi scientifici internazionali solo su standard condivisi
Prossimo FUMATORI OVER 65: UNA VITA CON UNA SIGARETTA IN MANO

Autore

Potrebbero interessarti anche i seguenti articoli

In evidenza

Salvador D’Alì: il premio per la miglior idea antifumo

I ragazzi delle tre scuole coinvolte sono state premiati, al termine della cerimonia, con dei Bonus Cultura, ossia giornate dedicate alla scoperta di luoghi e tradizioni del territorio siciliano.

Iniziative

“Psicopatologia e sigarette elettroniche” – il prof. Caponnetto al Cancer Research UK

Londra 22/01/2016 – Il prof. Pasquale Caponnetto, responsabile del Centro Antifumo del Policlinico di Catania è intervenuto ieri nell’ambito del Forum internazionale sulla ricerca applicata alle sigarette elettroniche tenutosi al

Comunicati stampa

Accesso troppo facile per i minori ai siti internet di elettroniche. Polosa risponde sulla rivista “Fortune”

L’accesso degli adolescenti ai siti internet che vendono sigarette elettroniche è davvero così pericoloso? Polosa risponde a questa domanda sulla nota rivista “Fortune” e commenta i risultati di un nuovo studio americano che dimostra un troppo facile accesso dei minori alle campagne di marketing dei siti di e-cig.