ECIG: nasce Confesercenti per i venditori di vapore

ECIG: nasce Confesercenti per i venditori di vapore

Si riporta di seguito il comunicato stampa pubblicato su CONFESERCENTI al seguente link:
Svapo, costituito il comitato promotore: “non siamo ‘venditori di fumo’, perchè accise come il tabacco?”
Nasce il sindacato Confesercenti dei rivenditori e produttori di vaporizzatori elettrici. Ieri, in occasione dell’assemblea costitutiva presso la sede nazionale, a Roma, è stato nominato il comitato promotore che si occuperà di formare l’associazione di categoria, la cui assemblea elettiva è prevista fra un mese. Obiettivo, proteggere un settore di grande valore sociale ed economico – occupa più di 5mila persone in oltre 3mila negozi in tutta Italia – sotto attacco da parte del fisco, puntando anche sulla qualificazione professionale degli imprenditori del comparto.
“Rivenditori e produttori di svapo – spiega Confesercenti in una nota – non sono ‘venditori di fumo’ in senso tradizionale: non si occupano, infatti, di prodotti legati al tabacco. Per questo riteniamo del tutto fuori luogo l’intervento dei monopoli di Stato e l’imposizione di accise assimilabili a quelle sui tabacchi, come prevede la legge 9 agosto n.99. La maxi-imposta prevista sull’hardware, che arriverà a imporsi dal primo gennaio per il 58,5% del prezzo finale, ucciderà un settore importante, che già soffre per l’indebolimento della domanda. Ed è doppiamente ingiusta, perché – oltre a trattare la categoria come la distribuzione del tabacco – tassa direttamente il vaporizzatore, che è un dispositivo hardware le cui componenti vengono comunemente utilizzate anche negli smartphone e in altri strumenti elettronici. L’assurdo, inoltre, è che questa tassazione è legata ad un provvedimento che dovrebbe favorire l’occupazione giovanile: ma l’80% degli imprenditori del settore e-cig ha meno di 40 anni, perché mettere in difficoltà dei giovani che hanno creato lavoro per loro stessi e per gli altri?”.
“A rischio – continua la nota – , oltre il valore aggiunto e i posti di lavoro creati dal settore, ci sono anche gli svapatori: come ha riferito il Ministero della Salute, gli utilizzatori regolari di e-cig sono già 500mila, e 1 milione di 600mila sono quelli occasionali. L’arrivo della maxi-imposta danneggerà quindi anche di 2 milioni consumatori, tra cui le decine di migliaia di persone che hanno smesso di fumare grazie alle svapo”.
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