“Effetto Gateway” – per Polosa “non esistono dati che lo dimostrano”

“Effetto Gateway” – per Polosa “non esistono dati che lo dimostrano”

Non esiste alcuna evidenza scientifica certa sull’effetto gateway, di avvicinamento cioè dei giovani al fumo di sigaretta passando prima per il vapore delle e-cig, di cui in questi giorni si discute a partire da una ricerca proveniente dagli Stati Uniti.

Dati provenienti dagli stessi Stati Uniti d’America e dalla Gran Bretagna dimostrano al contrario una netta diminuzione del numero di fumatori anche tra i giovani, relazionabile alla crescente popolarità della sigaretta elettronica nello stesso periodo. Questo è quanto spiegato in una lettera pubblicata lo scorso dicembre sulla nota rivista scientifica NEJM – New England Journal of Medicine e firmata dal prof. Riccardo Polosa e dal prof. Pasquale Caponnetto del Comitato Scientifico Internazionale per la ricerca sulla sigaretta elettronica in ambito di salute pubblica, promosso alcuni mesi fa dalla Lega Italiana Anti Fumo.

“Molti giovani che iniziano a sperimentare la sigaretta elettronica lo fanno perché già fumatori, e comunque con una frequenza non regolare. I dati (*HSCIC, Smoking, drinking and drug use among young people in England 2014 –Health and Social Care Information Centre) che hanno analizzato il consumo di e-cig tra i giovani tra il 2014 ed il 2015 dimostrano infatti che il declino del numero di fumatori tra i giovani americani è indiscutibilmente associato all’aumento del numero di svapatori” – ha commentato il prof. Riccardo Polosa rispondendo anche alle recenti dichiarazioni del Vice Ministro all’Economia italiano, Luigi Casero. “E nel 2015 – ha aggiunto Polosa – la sperimentazione di e-cig tra gli adolescenti è risultata essere superiore a quella delle sigarette convenzionali, notoriamente molto più pericolose”.

Sono ormai centinaia gli studi indipendenti e peer reviewed che dimostrano la validità di questi strumenti nella lotta al tabagismo e nella riduzione dei danni causati dal fumo di sigaretta convenzionale ed è importante ricordare che questo è stato possibile anche grazie all’intensa attività di ricerca condotta nei più importanti istituti e laboratori scientifici italiani, tra cui l’Università degli Studi di Catania che ha realizzato il primo studio prospettico al mondo sull’efficacia e la sicurezza della sigaretta elettronica.

“I recenti studi diffusi in tutto il mondo – ha concluso Polosa – hanno ormai ampiamente dimostrato che non esiste alcuna correlazione con il cosiddetto effetto gateway in non fumatori. Al contrario, si sono palesati chiari effetti positivi sulla salute umana sia dal punto di vista cardiovascolare che respiratorio, anche nel lungo termine, imputabili alla sostituzione delle sigarette convenzionali e contenenti tabacco con quelle elettroniche fatte di acqua, aromi vegetali, glicerina, glicole propilenico e, in base alla scelta dei consumatori, nicotina”.

 

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Autore

Valeria Nicolosi
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Valeria Nicolosi è giornalista, esperta in progettazione e comunicazione pubblica (sociale e istituzionale). Laureata in Programmazione delle Politiche Pubbliche nell’Università degli Studi di Catania, è anche masterizzata in Comunicazione Pubblica nell’Università IULM di Milano. L'amore e l'interesse nei confronti della formazione dell'opinione pubblica l’hanno portata a collaborare come consulente per LIAF con l’obiettivo di aiutarli a definire azioni utili per la diffusione e la sensibilizzazione della cultura antifumo. Valeria è oggi press office di LIAF e collabora anche con istituzioni ed enti pubblici diversi.

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