Fumare in Australia? Costerà caro!

Fumare in Australia? Costerà caro!

L'aumento delle tasse è previsto per fine 2020

Le tasse sulle bionde sono in aumento in Australia: 50 dollari a pacchetto, circa 30 euro, mentre quelli più economici saranno a 29 dollari (18 euro).

Anche le persone che fumano tabacco si vedranno aumentare le tasse.

Il governo australiano da settembre 2020, infatti, varerà un ulteriore aumento del 12,5% sui prezzi delle sigarette, confermando così la volontà di combattere il tabagismo. Campagne, quelle anti-dipendenza da fumo, che vanno ormai avanti dal 2013.

Una strategia che vede per l’ottavo anno consecutivo un aumento, in un’ottica che pare funzionare. Stategia supportata anche dall’Oms, che ha stabilito che l’aumento dei prezzi è il modo più efficace per incoraggiare i fumatori a smettere, impedendo al contempo ai giovani di iniziare a fumare.

L’aumento del prezzo delle sigarette sarà affiancato anche da una massiccia campagna pubblicitaria e informativa sui danni del tabacco.

Il fumatore incallito,  quello da almeno un pacchetto al giorno, spenderà in media 10 mila dollari australiani l’anno.  

L’Australia guadagna così il primato nella classifica dei posti più cari dove acquistare sigarette, seguita al secondo posto dala Nuova Zelanda e al terzo dall’Irlanda.

Ma in Italia questa idea potrebbe funzionare?

Abbiamo chiesto a fumatori di ogni età “Cosa faresti se le sigarette costassero 30 euro?“, e queste sono state le loro risposte:

Martina, 23 anni studentessa: “Smetterei! Se no rimarrei al verde! Penso sia un buon deterrente per far fumare di meno le persone“.

Ilaria, 35 anni impiegata: “Prenderei in considerazione seriamente di smettere, perché il prezzo è assurdo. Da giovani si fuma per stare in compagnia ma alla mia età penso prima o poi che rinuncerò alla tanto amata/odiata sigaretta“.

Giovanni, 50 anni, manager: “Ancora tasse? Io le comprerei lo stesso, seppur facendo sacrifici, ma non bastano i divieti ormai in tutto? Se diventasse realtà, farei una scorta e andrei a vivere in un isola deserta, li si che potrei fumare in pace!“.

Precedente L’approccio “una soluzione per tutti i problemi” applicato alle ecig è fallimentare
Prossimo Ecig in Australia: cambio di rotta epocale

Autore

Gabriella Finocchiaro
Gabriella Finocchiaro 43 articoli

Gabriella Finocchiaro, giornalista siciliana impegnata da anni nelle più importanti emittenti televisive della Sicilia è la nuova redattrice del sito LIAF. Appassionata di sport, soprattutto di pallavolo e calcio, è stata consulente anche per amministrazioni locali e provinciali e portavoce di sindaci e presidenti. Microfono e telecamera in mano, Gabriella è il volto della cronaca e della politica regionale. Il suo primo amore è stato la radio, lo strumento che le ha consentito di entrare a far parte del mondo giornalistico. Ama il teatro, il cinema, la musica, gli animali e soprattutto la vita! Gabriella crede tantissimo nelle possibilità offerte dalla comunicazione sociale e dalla diffusione di messaggi positivi a tutela degli altri. Oggi si scommette in una nuova avventura con LIAF che trova già entusiasmante!

Visualizza tutti gli articoli di questo autore →

Potrebbero interessarti anche i seguenti articoli

Curiosità

Legge Sirchia: Italia primo paese a “delimitare” i fumatori

Il dato certo è che l’Italia è stato il primo grande Paese europeo a regolamentare l’abitudine dei tabagisti, ponendo delle regole ben delimitate.

News

E-cig: nel futuro potrebbe essere usata come strumento per somministrare farmaci

Secondo il prof. Polosa – invitato dalla Glaxo Smith Kline (GSK) nell’ambito del loro 21esimo Forum Scientifico sulla Medicina Respiratoria, nei pressi di Copenaghen – le sigarette elettroniche potranno essere impiegate anche per la somministrazione di farmaci, assicurando una migliore efficacia e una maggiore aderenza per i pazienti.

In evidenza

Nuovo lavoro del team CoEHAR pubblicato su European Respiratory Journal (ERJ)

Nuovo lavoro del team CoEHAR pubblicato su Eurupean Respiratory Journal. Secondo gli esperti, lo studio di Miyashita e colleghi – dal titolo “Il vapore di sigarette elettroniche aumenta l’aderenza degli pneumococchi all’epitelio delle vie aeree in condizioni di esposizione “abnormale” – presentava delle incoerenze andavano dimostrate.