Fumo e giovani: serve una battaglia più dura

Fumo e giovani: serve una battaglia più dura

Il fumo di tabacco è uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di patologie neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il fumo di tabacco rappresenta la seconda causa di morte nel mondo ed è la principale causa di morte evitabile.

In Italia, secondo l’indagine demoscopica effettuata per conto dell’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, nel 2013 il 13,2% dei fumatori ha iniziato prima dei 15 anni, e ben il 44% tra i 15 e i 17 anni; in poche parole, più della metà dei fumatori inizia ancor prima di essere maggiorenne.

Un altro dato interessante di questa piaga sociale è la motivazione che spinge i giovani a fumare: il condizionamento degli amici. Azioni concrete e politiche contro il fumo sono poche e molto rare e i dati confermano la loro quasi totale inefficacia.

Poi è arrivato il boom della sigaretta elettronica, siamo nel 2012-13, drasticamente il consumo di tabacco si contrae. Spiega Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri: “La diminuzione del consumo di sigarette in Italia è progressiva ma lenta. Se nel 2013 i fumatori hanno raggiunto quota 10, 6 milioni, rappresentando il 20,6% della popolazione sopra i 15 anni, è vero anche che il consumo medio di bionde, negli ultimi dieci anni, è calato di 3,4 sigarette al giorno, passando da 16,1 sigarette fumate al giorno nel 2003 a 12,7 nel 2013. Questo dato, unito allo spostamento dei consumi verso il nuovo prodotto sigaretta elettronica, è coerente con il consistente calo delle vendite di prodotti del tabacco che nel 2013 è stato dell’8%”.

Nel 2013 la sigaretta elettronica subisce attacchi a tutto tondo. Sull’onda del successo i media cavalcano il tema, basta scrivere “sigaretta elettronica” nel titolo che l’audience s’impenna. Studi e pseudo studi si susseguono e le interpretazioni dei dati lascia spazio ad ogni tipo di pensiero (spesso in contrasto proprio con gli stessi dati)

I consumi di tabacco tornano a crescere e l’utilizzo della sigaretta elettronica si contrae notevolmente. Nel frattempo il Legislatore introduce nuove normative e divieti per le ecig, con effetti nefasti per questo innovativo prodotto.

Anche i giovani sono attratti da questo prodotto e l’utilizzo aumenta anche per loro, tuttavia la diffusione rispetto al tabacco è notevolmente inferiore, ma l’incertezza degli effetti sulla salute nel lungo periodo fa nascere preoccupazioni per i minori.

I dati del CDC confermano che la diffusione delle sigarette elettroniche tra i giovani in USA (trendsetter per eccellenza) sta riducendo rapidamente la prevalenza del fumo in questo vulnerabile gruppo di fumatori. Il dato é impressionante e non riconducibile ad altre attività di controllo del tabacco (es. nuove tassazioni, nuovi warning sui pacchetti).  “Anche per i giovani fumatori maggiorenni la e-cig potrebbe rappresentare una importante via di uscita dal tabagismo” dice Riccardo Polosa.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti (art. 32 Costituzione).

Pur riconoscendo che le sigarette elettroniche non sono innocue, appare evidente che il rischio associato al loro utilizzo sia decisamente ridotto se paragonato al consumo di tabacco, pertanto di fronte al fallimento di quasi tutte le politiche di lotta al tabagismo è lecito chiedersi come mai le istituzioni governative non riescano ad intervenire in maniera più dura?

 

 

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