Gravidanza e prodotti sostitutivi della nicotina: quali rischi?

Gravidanza e prodotti sostitutivi della nicotina: quali rischi?

“I prodotti sostitutivi della nicotina sono più rischiosi nelle donne in stato di gravidanza”. A testimoniarlo è il prof. Nafeesa N. Dhalwani, PhD, dell’Università di Nottingham nel Regno Unito che in uno studio pubblicato di recente afferma che il rischio di gravi anomalie congenite nei neonati risulta simile tra i bambini nati da donne fumatrici e quelli nati da donne in terapia sostitutiva della nicotina (i cosiddetti NRT, ossia cerotti, gomme, spray alla nicotina). Tuttavia i problemi respiratori sono più gravi e frequenti nelle donne che usano gli NRT per smettere di fumare. Secondo il prof. Dhalwani, infatti, rispetto ai bambini nati da donne non fumatrici, il rischio di gravi anomalie congenite è più alto del 12% nelle donne che si sottopongono a terapie NRT.
I ricercatori hanno analizzato il comportamento di tre sottotipi di donne in gravidanza: quelle che fumavano regolarmente, quelle che utilizzavano prodotti sostitutivi della nicotina e un gruppo di donne che non fumava. Basandosi su dati britannici, su un totale di 192.498 bambini nati dal 2001 al 2012, 5.535 bambini sono nati con almeno una grave anomalia congenita. Si tratta, ovvero, di 288 bambini su 10.000. Nello specifico, tra i bambini nati con gravi difetti congeniti: il 35% era nato da donne appartenenti al gruppo di coloro che usavano NRT, il 27% da donne che continuavano a fumare e il 20% proveniva da madri non fumatrici.
I dati hanno dimostrato che, rispetto ai bambini nati da donne non fumatrici, quelli nati da donne in terapia sostitutiva della nicotina hanno un rischio leggermente più elevato di sviluppare gravi anomalie congenite. Il rischio di sviluppare anomalie congenite era pari a 336 su 10.000 donne appartenenti al gruppo NRT, 315 su 10.000 donne del gruppo fumatrici, e 285 su 10.000 del gruppo di controllo. Gli autori hanno notato che, anche se lo studio comprendeva l’analisi di quasi 200.000 neonati, l’uso effettivo prenatale degli NRT è molto raro e quindi lo studio non ha una forte valenza statistica. Dhalwani e colleghi affermano che “i risultati di questo studio non mostrano un’associazione reale tra l’esposizione prenatale alla terapia sostitutiva della nicotina e le principali anomalie congenite”.
Non si può stabilire un rapporto di causa-effetto semplicemente basandosi sulla presenza di un fattore all’interno di un insieme così vasto – commenta il prof. Riccardo Polosa. Altrimenti, a una lettura superficiale dei dati dello studio, potremmo dire che le donne fumatrici hanno meno rischi di dare alla luce neonati con anomalie congenite rispetto a quelle che stanno tentando di smettere con gli NRT. E sappiamo benissimo che non è così.Nella scala del rischio – conclude Polosa – dove il fumo rappresenta la fonte maggiore di danno per la salute dell’uomo e della donna, gli NRT si attestano in ultima posizione, con rischi quasi nulli.”
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Autore

Valeria Nicolosi
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Valeria Nicolosi è giornalista, esperta in progettazione e comunicazione pubblica (sociale e istituzionale). Laureata in Programmazione delle Politiche Pubbliche nell’Università degli Studi di Catania, è anche masterizzata in Comunicazione Pubblica nell’Università IULM di Milano. L'amore e l'interesse nei confronti della formazione dell'opinione pubblica l’hanno portata a collaborare come consulente per LIAF con l’obiettivo di aiutarli a definire azioni utili per la diffusione e la sensibilizzazione della cultura antifumo. Valeria è oggi press office di LIAF e collabora anche con istituzioni ed enti pubblici diversi.

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