Hong Kong – R. Polosa interviene contro la proposta di divieto delle e-cig

Hong Kong – R. Polosa interviene contro la proposta di divieto delle e-cig

 

Hong Kong, 14 Aprile 2016 – La recente proposta del Governo di Hong Kong introduce un divieto assoluto per l’utilizzo delle sigarette elettroniche che potrebbe creare un danno ai 700.000 fumatori della regione che verranno privati della possibilità di utilizzare uno strumento alternativo e meno dannoso per smettere di fumare.

Per meglio comprendere la reale portata delle proprie decisioni, gli esperti di salute pubblica cinesi hanno invitato a Hong Kong il prof. Riccardo Polosa, esperto più autorevole al mondo nel campo della ricerca applicata alle e-cig. Polosa ha spiegato a una delegazione composta dai esponenti del governo e della stampa locale come invece l’e-cig rappresenti un’opportunità importante per ridurre il danno causato dal fumo di sigarette convenzionali. Le e-cig hanno aperto la porta d’uscita dal tabagismo a milioni di fumatori in tutto il mondo. Non vedo alcuna ragione per cui questo non possa essere il caso anche di Hong Kong”, ha detto Polosa in un comunicato stampa diffuso in tutto il Paese. 

Il Sottosegretario per il Dipartimento della Salute, Sophia Chan Siu-chee, il mese scorso ha detto che il governo sta valutando di vietare l’importazione, la fabbricazione, la vendita, la distribuzione e la pubblicità di sigarette elettroniche. Il Consiglio di Hong Kong su Fumo e Salute ha chiesto inoltre un divieto totale. Si tratta di una situazione davvero complicata, aggravata peraltro dalle affermazioni di Antonio Kwong Cho-Shing, presidente del consiglio anti-fumo, che ai giornalisti ha detto: “Meno dannose non significa danno zero e se le sigarette elettroniche sono dannose, dovrebbero essere vietate”. 

Intervistato dalla stampa cinese, Polosa ha ricordato che un recente studio internazionale del Drug Science (Comitato scientifico indipendente sulle droghe), confrontando i danni provocati dai vari prodotti contenenti nicotina, ha stimato che la sigaretta elettronica ha un indice di rischio pari a 4, dove quello delle bionde tradizionali è considerato 100. Inoltre, lo scienziato catanese ha invitato i rappresentanti del governo a visionare il rapporto condotto nel Regno Unito per conto di Public Health England (PHE), l’autorità sanitaria inglese, secondo cui le sigarette elettroniche sono per il 95% più sicure rispetto alle sigarette convenzionali e possono contribuire a salvare migliaia di vite umane. Senza dimenticare, infine, che proprio in Inghilterra i dati sulla diffusione del fumo dal 2011 al 2015 testimoniano una riduzione del numero di fumatori che ha coinciso inevitabilmente con l’aumento del numero di svapatori. Insomma, un successo, un esempio virtuoso che potrebbe ripetersi anche ad Hong Kong.

Nel corso del suo ultimo intervento, Polosa ha esortato i rappresentanti del governo a prendere decisioni basandosi sulle evidenze consigliando un attento monitoraggio del fenomeno nella regione e ad adottare standard di qualità e sicurezza per questi prodotti sulla scia di quanto già fatto in EU. “Piuttosto che introdurre un divieto basandosi su una applicazione irrazionale del principio di precauzione, – ha aggiunto Polosa – al governo di Hong Kong basterebbe documentare i trend del tabagismo nella propria regione in relazione al fenomeno delle e-cigs”.

La discussione sulla regolamentazione ed il divieto delle e-cig rimane ancora aperta in Cina ma la presenza del professore e la diffusione mediatica del suo intervento lasciano ben sperare che la lungimiranza dei rappresentanti del governo del Paese possa dare atto delle evidenze scientifiche riportate dallo scienziato della Lega Italiana Anti Fumo verso una più equa ed efficace regolamentazione che ascolti i fumatori e consenti loro di scegliere uno strumento meno dannoso per smettere.

 

 

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Autore

Valeria Nicolosi
Valeria Nicolosi 230 articoli

Valeria Nicolosi è giornalista, esperta in progettazione e comunicazione pubblica (sociale e istituzionale). Laureata in Programmazione delle Politiche Pubbliche nell’Università degli Studi di Catania, è anche masterizzata in Comunicazione Pubblica nell’Università IULM di Milano. L'amore e l'interesse nei confronti della formazione dell'opinione pubblica l’hanno portata a collaborare come consulente per LIAF con l’obiettivo di aiutarli a definire azioni utili per la diffusione e la sensibilizzazione della cultura antifumo. Valeria è oggi press office di LIAF e collabora anche con istituzioni ed enti pubblici diversi.

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