I medici di medicina generale aprono alla riduzione del danno

I medici di medicina generale aprono alla riduzione del danno

I medici italiani si sono dichiarati favorevoli alla diffusione di strumenti alternativi al fumo di sigaretta convenzionale ma si necessita una maggiore informazione in ambito terapeutico.

È quanto emerso durante un panel intitolato “La gestione del paziente fumatore”, in occasione del XXXVI Congresso della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) tenutosi a Firenze. 

Il paziente fumatore deve essere a conoscenza delle alternative che ad oggi permettono di lavorare nell’ambito della smoking cessation in un’ottica di riduzione del danno. Dispositivi alternativi a tabacco riscaldato e non combusto possono essere valide armi in un percorso di cessazione. Ma serve l’aiuto e il supporto del personale medico e sanitario a cui si rivolgono i fumatori intenzionati a smettere.

LA RICERCA DELLA SIMG

Da una ricerca condotta dalla Simg e presentata allo stesso congresso, emerge che su un campione di 400 medici, il 46% ha risposto di non conoscere nè le sigarette elettroniche nè i dispositivi a tabacco riscaldato.

Il 57% dei medici intervistati ritiene possibile il loro utilizzo nell’ottica della riduzione del danno e della smoking cessation. 

Il 91% dei medici intervistati ritiene giusto l’interessamento delle associazioni scientifiche e delle associazioni di pazienti a questa nuova metodica.

Letizia Rossi, medico di medicina generale a Perugia che ha condotto l’indagine, osserva:

Abbiamo condotto un survey da cui è emerso che vi è ancora una scarsa conoscenza su i prodotti a basso rischio ma i medici sono risultati disponibili ad apprendere e conoscere l’utilizzo di questi metodi e strumenti che andrebbero inseriti in un percorso medico strutturato con un medico che segue e consiglia sempre il paziente. Il rischio è che molti fumino sigaretta elettronica e convenzionale in maniera autonoma e dunque non vi siano benefici. E necessaria una formazione per i medici per capire il funzionamento e gli effetti positivi di questi strumenti e per fornire una corretta e continua attività di counselling”.

Damiano Parretti, Responsabile Nazionale Simg dell’Alta scuola e della macro-area Cronicità, ci spiega inoltre che:

Ci deve guidare la consapevolezza che il fumo determina danni importanti a livello cardiovascolare (perchè il fumo è un fattore di rischio preventivo per infarto e ictus), respiratorio (perchè può generare meccanismi infiammatori sulla mucosa polmonare) e oncologico”. 

L’attività di counselling personalizzato è alla base di un percorso di cessazione: “Ci vuole la sensibilità giusta per attuare una strategia di counselling individualizzato. Per la parte di popolazione che non riesce a smettere, possiamo spiegare di utilizzare dei sistemi a rischio ridotto che determinano una riduzione importantissima dell’introduzione nell’organismo di sostanze tossiche”.

Parretti ci precisa inoltre che i casi di broncopolmonite lipoidea in America sono stati causati: “Dalla deposizione di  vitamina E acetato utilizzata coma addensante per l’immissione nelle sigarette elettroniche di prima generazione (quindi dispositivi aperti) di sostanze varie quali tetracannabinoidi. Le sigarette elettroniche di seconda generazione sono a sistema aperto non chiuso, che non permette non permette l’immissione di altre sostanze o a dosaggi non consentiti. È una sicurezza perchè sappiamo cosa fumiamo con un dispositivo chiuso”.

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