Il fumo resta la causa primaria del cancro

Il fumo resta la causa primaria del cancro

Aumentano i numeri del cancro e la causa primaria resta il fumo.

E’ stato presentato infatti il volume sui numeri del cancro. Secondo gli esperti, i numeri sono in linea con quelli del 2017 ma registrano un leggero aumento delle diagnosi tra le donne (5.800 contro le 5.750 nel 2017). Il fumo è il principale fattore di rischio. I cinque tumori più frequenti sono quelli del colon-retto (1.750), mammella (1.650), polmone (1.350), prostata (950) e vescica (900). In calo i decessi.

Lo studio presentato in Regione Liguria è denominato “I numeri del cancro in Italia 2018” ed è stato realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), da Fondazione AIOM e PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia).

Come ha spiegato Lucia Del Mastro, membro del Direttivo Nazionale AIOM: “Anche a livello nazionale si osserva un incremento delle diagnosi fra le donne, dovuto alla sempre maggiore diffusione dell’abitudine al fumo di sigaretta nella popolazione femminile. Il 23% delle liguri è tabagista. I dati contenuti nel libro permettono di impostare programmi efficaci di prevenzione: si deve fare di più per ridurre l’impatto di questa malattia perché oltre il 40% delle diagnosi, cioè più di 4.780 casi nella Regione ogni anno, è evitabile seguendo uno stile di vita sano (no al fumo, attività fisica costante e dieta corretta)”. 

Tra i tabagisti, circa uno su quattro consuma più di un pacchetto al giorno. L’esposizione al fumo passivo in ambito domestico è ancora rilevante. Il 21% dei liguri dichiara che nella propria abitazione è ammesso fumare; questa percentuale scende a un non trascurabile 12% fra coloro che vivono in case in cui sono presenti minori di 14 anni. Purtroppo è ancora scarsa l’attenzione dei clinici nei confronti di queste pericolose abitudini: solo il 24% dei liguri ha ricevuto, da parte di un operatore sanitario, il consiglio di effettuare regolarmente attività fisica, al 46% dei cittadini in sovrappeso o obesi è stato suggerito di perdere peso e solo al 47% dei tabagisti di smettere di fumare.

Riccardo Polosa

Oggi arriva anche il commento del professore Riccardo Polosa, direttore del CoEHAR, Centro di Ricerca per la Riduzione del Danno da Fumo: “Che il fumo abbia raggiunto una diffusione epidemica anche tra le donne, era un dato già noto, anche grazie ai report diramati annualmente dal Ministero della Salute. La domanda da porsi é se si stia facendo veramente qualcosa di concreto oltre al semplice monitoraggio del fenomeno.
Quali sono i dati che arrivano dai Centri Antifumo della Regione Liguria? Quanti pazienti vengono assistiti e quanti riescono a smettere? La porta di uscita dal tabagismo è difficile da varcare. La diffusione di strumenti tecnologici alternativi alla sigaretta convenzionale possono essere di aiuto a smettere e a prevenire i tumori.

Precedente Prof. Purrello: "Il fumo può causare il diabete"
Prossimo Il fumo raddoppia l'età biologica

Autore

Recensione dell'editore

Summary

E' stato presentato infatti il volume sui numeri del cancro. Secondo gli esperti, i numeri sono in linea con quelli del 2017 ma registrano un leggero aumento delle diagnosi tra le donne (5.800 contro le 5.750 nel 2017). Il fumo è il principale fattore di rischio ma secondo Riccardo Polosa la questione apre importanti riflessioni.

Potrebbero interessarti anche i seguenti articoli

Approfondimenti

LIAF e “For Men”: ecco i 30 modi per smettere di fumare

E’ stata appena pubblicata nel numero di Luglio della rivista “For Men” la lista completa dei 30 metodi efficaci per smettere subito di fumare! In quattro pagine interamente dedicate al fumo la giornalista Roberta Maresci con il supporto dei ricercatori della Lega Italiana Anti Fumo elenca gli strumenti più e meno noti che consentono di uscire dalla porta del tabagismo.

In evidenza

Da domani le nuove norme antifumo. Il presidente Proietti: “Si ai divieti, ma chi controllerà?”

“L’intenzione è buona ma qualche riflessione va fatta. Tutti questi provvedimenti lasciano intravedere un ritrovato e particolare interesse per le politiche antifumo ma se è vero che contribuiscono ad attaccare il ruolo sociale del fumo, è indispensabile istituire commissioni di vigilanza e verificare immediatamente la validità dei controlli per capire anche chi saranno i nuovi vigili antifumo e come opereranno?” – ha detto così la prof.ssa Lidia Proietti, presidente della Lega Italiana Anti Fumo, commentando le novità introdotte.

Approfondimenti

Giovani e svapo: i risultati di un nuovo studio di Farsalinos, Polosa e Tomaselli

Un nuovo studio – firmato da Konstantinos Farsalinos dell’Università di Patras, Venera Tomaselli e Riccardo Polosa dell’Università di Catania e pubblicato tra le pagine dell’American Journal of Preventive Medicine – ha dimostrato che l’uso di sigarette elettroniche è molto più diffuso tra gli adolescenti già fumatori rispetto a quelli che non hanno mai fumato.