In UK, ospedali e medici consigliano l’elettronica

In UK, ospedali e medici consigliano l’elettronica

Le autorità di sanità pubblica incoraggiano ospedali e medici a proporle nell'ambito della smoking cessation

Le autorità sanitarie inglesi si sono sempre dimostrate molto più aperte ai supporti tecnologici innovativi che possano sostenere i pazienti nel percosso di smoking cessation.

Mentre in USA i casi di polmoniti da svapo, su cui recentemente si è espresso il CDC, hanno generato un dibattito su quanto fosse giusto o meno vendere prodotti da svapo contenti nicotina, in UK sono state avviate campagne sia di comunicazione che di informazioni sulle caratteristiche della sigaretta elettronica in termini di riduzione del danno.

Ogni anno 70.000 fumatori inglesi possono smettere grazie all’elettronica

È ormai nota la statistica pubblicata da Public Health England per la quale le elettroniche sono il 95% meno dannose delle sigarette convenzionali, costituendo una valida alternativa che potrebbe aiutare 70mila fumatori inglesi ogni anno a smettere di fumare.

Ma non sono solo consigli: in Inghilterra, campagne come Stoptober, incoraggiano i fumatori a smettere, consigliando le elettroniche come strumenti validi di supporto. La campagna si basa sulla ricerca che dimostra che se si è in grado di smettere di fumare per 28 giorni allora le possibilità di smettere del tutto aumentano di cinque volte.

Da qui una campagna approvata nel 2012 e finanziata tutt’oggi, che permette a chi inizia un percorso di smoking cessation di ricevere un supporto constante qualificato attraverso incontri face-to-face e aiuto online da tutta la community.

Recentemente a Roma esperti del settore, medici e giornalisti hanno rimarcato la necessità di una più attenta e corretta informazione sulla sigaretta elettronica. I falsi allarmismi provenienti dagli USA hanno generato caos e disinformazione, aumentando le probabilità che l’enorme mole di informazioni veicolate dal web dissuadesse gli ex fumatori dall’utilizzare le elettroniche.

Come già affermato dal Prof. Riccardo Polosa: “Evidenze scientifiche hanno dimostrato che la combinazione di supporto psicologico e farmaci produce i migliori risultati in termini di disassuefazione dal fumo. Tuttavia, un recente studio randomizzato e controllato condotto dai ricercatori dell’Imperial College di Londra ha dimostrato che il supporto psicologico abbinato all’uso di e-cig risulta addirittura più efficace rispetto all’assunzione dei tradizionali farmaci antifumo.

Come affermato da Public Health England, la massima autorità in tema di salute pubblica in UK, le e-cig risultano essere almeno il 95% meno dannose delle bionde. E sulla questione nicotina, è bene ricordare che, una volta dissociata dalle tossine cancerogene presenti nel catrame da combustione del tabacco delle sigarette convenzionali, non è causa dei gravi e noti problemi medici associati al consumo di sigarette; pertanto a me sembra che il consumo di nicotina abbia opposizioni moralistiche piuttosto che scientifiche”.

Linda Bauld, docente di Salute Pubblica all’Università di Edimburgo, ha parlato delle differenze tra l’Italia, dove i centri antifumo scarseggiano e l’Inghilterra, dove i medici di famiglia vengono incoraggianti dalle autorità sanitarie pubbliche a proporre le elettroniche come strumenti efficaci per smettere di fumare.

In UK, il connubio tra ricerca, regolamentazione e comunicazione è risultato in politiche che, all’interno degli ospedali stessi, incoraggiano i pazienti a utilizzare la sigarette elettronica per smettere di fumare.

“È importante poi il ruolo dei media, soprattutto quello scientifico, nel comunicare correttamente le informazioni. E poi il lavoro che possono fare i medici con i loro pazienti fumatori se formati ben sull’argomento”, ha dichiarato la Bauld.

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