India: Riccardo Polosa sollecita il governo a riconsiderare il divieto sulle elettroniche

India: Riccardo Polosa sollecita il governo a riconsiderare il divieto sulle elettroniche

New Delhi 27 Agosto 2019 – Dopo l’invito del Ministero della Salute indiano di bandire ogni forma di sigaretta elettronica in tutti gli stati, il prof. Riccardo Polosa è volato in queste ore a Nuova Delhi chiamato dalla Heart Care Foundation of India per un incontro con formale con il direttore generale della Indian Council Medical Research – ICMR.

Intervistato anche dalla televisione nazionale indiana, lo scienziato catanese sta sollecitando il Governo a riconsiderare la raccomandazione del divieto assoluto dei dispositivi a rischio ridotto proprio per il bene della salute pubblica nazionale.

Nella foto, con il prof. Riccardo Polosa, da sinistra, il prof. Ron Borland del Cancer Council Victoria, il prof. Bharat K. Bhargava direttore generale della Indian Council Medical Research ICMR e il prof. K K Aggarwal presidente della Heart Care Foundation of India

Lo scorso 12 Agosto, infatti, il direttore del CoEHAR (Centro di Ricerca per la Riduzione del Danno da Fumo dell’Università degli Studi di Catania), insieme ad un nutrito gruppo di esperti del settore (oltre sessanta scienziati provenienti dal mondo accademico internazionale), ha inviato al direttore generale dell’ICMR (in foto) una lettera ufficiale contenente una valutazione acritica dei dati sull’efficacia e la sicurezza della sigaretta elettronica pubblicati sul loro Libro Bianco sui sistemi di rilascio di nicotina, diffuso proprio negli scorsi mesi.

Scarica la lettera inviata al Governo indiano

Le prove raccolte su quel documento si basano su studi di scarsa qualità” – ha detto il prof. Polosa. 

Secondo gli esperti, il Libro Bianco indiano enuncia le preoccupazioni legate all’uso di e-cig e derivanti dai risultati di studi condotti senza seguire standard scientifici universalmente riconosciuti. Si sottolineano nel documento la poca conoscenza degli effetti negativi sulla salute, i rischi derivanti dallo svapo passivo, il rischio per i dual user, per l’utilizzo di e-cig tra i giovani e la mancanza di efficacia per far smettere definitivamente di fumare. 

Gli scienziati guidati dal prof. Polosa hanno invece ricordato ai membri del Ministero che studi autorevoli dimostrano l’efficacia di questi strumenti nella riduzione del danno causato dal fumo di sigaretta. Ad esempio:

  • Il Public Health England (PHE) ha pubblicato un rapporto in cui si afferma che è improbabile che le sigarette elettroniche abbiano più del 5% del rischio di sigarette di tabacco.
  • Il National Health Service (NHS) del Regno Unito ha di recente condotto un sondaggio in 200 scuole dell’Inghilterra dimostrando che i tassi di fumo dei giovani diminuiscono a un ritmo incoraggiante.
  • Negli Stati Uniti un’analisi di un ampio sondaggio sulla popolazione statunitense ha indicato che il sostanziale aumento dell’uso di sigarette elettroniche tra il 2010 e il 2015 è stato significativamente associato a un aumento della cessazione del fumo.
  • La Food and Drug Administration americana e l’Agenzia dei regolatori dei medicinali e dei prodotti sanitari del Regno Unito (MHRA) raccomandano persino l’uso a lungo termine della nicotina sotto forma di alternative, se necessario, per mantenere la cessazione del fumo e prevenire le ricadute. 

Affrontare il problema del tabagismo con un approccio unilaterale, vietando l’utilizzo delle e-cig, sarebbe deleterio” – ha spiegato Polosa.

Attraverso una robusta valutazione dei dati del Ministero, il rapporto degli scienziati mira a fornire libero accesso alle informazioni per una più equilibrata alfabetizzazione della salute.

In un paese dove l’uso del tabacco uccide circa 1 milione di persone ogni anno e dove le sigarette vengono vendute liberamente nei negozi – ha concluso – diffondere alternative più sicure potrebbe aiutare a rafforzare le misure di controllo del tabacco. Spero che l’ICMR possa presto rivedere i contenuti del White Paper e di conseguenza cancellare la raccomandazione di mettere al bando le e-cig in India“.

È difficile capire perché il libro bianco dell’ICMR raccomanda un divieto assoluto di sigarette elettroniche per il “maggiore interesse di proteggere la salute pubblica“, mentre le sigarette convenzionali continuano a essere vendute liberamente.

Nuova Delhi ha l’opportunità di migliorare la salute pubblica integrando politiche di controllo del tabacco esistenti con la promozione di forme meno dannose di nicotina.

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Autore

Valeria Nicolosi
Valeria Nicolosi 229 articoli

Valeria Nicolosi è giornalista, esperta in progettazione e comunicazione pubblica (sociale e istituzionale). Laureata in Programmazione delle Politiche Pubbliche nell’Università degli Studi di Catania, è anche masterizzata in Comunicazione Pubblica nell’Università IULM di Milano. L'amore e l'interesse nei confronti della formazione dell'opinione pubblica l’hanno portata a collaborare come consulente per LIAF con l’obiettivo di aiutarli a definire azioni utili per la diffusione e la sensibilizzazione della cultura antifumo. Valeria è oggi press office di LIAF e collabora anche con istituzioni ed enti pubblici diversi.

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