Instagram e Vaping: un’arma a doppio taglio

Instagram e Vaping: un’arma a doppio taglio

Da una parte gli influencer dall'altra le campagne di sensibilizzazione

Secondo un nuovo studio, primo nel suo genere, e pubblicato di recente su Frontiers in Communication, gli hashtag positivi sul vaping stanno in un rapporto di 10.000 a 1 rispetto a quelli dichiaratamente contro.

Per arrivare a questo risultato, gli studiosi hanno analizzato più di 200.000 post su Instagram rilevando una netta posizione positiva nei confronti dello strumento, sebbene le indicazioni che arrivano dalle testate giornalistiche di tutto il mondo siano nettamente contrarie. 

Nel frattempo, a discapito di quanto testimoniato da milioni di utilizzatori, Instagram e facebook in un comunicato societario di poche settimane fa, inquadrano le sigarette elettroniche al pari delle armi. “In quest’ottica – si leggeva già a dicembre – non saranno consentiti contenuti brandizzati che promuovono prodotti a base e per il consumo di tabacco e armi. Le normative pubblicitarie di Instagram vietano da tempo la pubblicità di questi prodotti, e verranno applicate nelle prossime settimane”. 

Insomma: le armi uccidono, le sigarette convenzionali uccidono, le sigarette elettroniche riducono i danni delle seconde e salvano vite ma vengono comunque considerate al pari delle prime. C’è qualcosa che non quadra. 

E ciononostante, per artisti, influencer e personaggi famosi la sigarette elettronica è considerata un arma. E sebbene essa sia ormai una vera tendenza che spopola sui canali social come instagram e youtube, non sarà più possibile farla vedere. 

La preoccupazione dei vertici di Facebook è di certo legata al pericolo reale di un utilizzo ingiustificato da parte dei minori. Il binomio infatti tra l’utilizzo della sigaretta elettronica e la popolarità dei personaggi famosi, crea una fascinazione sopratutto sui soggetti più giovani, in linea teorica la fascia di età che più dovrebbe essere salvaguardata e avvertita dei pericoli connessi all’utilizzo di prodotti contenenti nicotina. 

Una necessità che presenta una caratterizzazione duale: da una lato la diffusione della sigarette elettronica potrebbe essere uno dei metodi più efficaci per aiutare coloro che vogliono abbandonare del tutto la sigaretta convenzionale, dall’altra invece la pubblicizzazione di tali prodotti su canali dove il controllo dell’audience e il messaggio veicolato non sono facilmente impostabili crea il fenomeno opposto, ledendo le categorie più a rischio.

I ricercatori della UC Berkeley Center for Integrative Research on Childhood Leukemia and the Environment (CIRCLE) hanno analizzato i post su Instagram, identificato come il canale maggiormente utilizzato per sponsorizzare tali prodotti, intervistando 5 influencer legati al mondo del vaping e 8 ragazzi in età da college utilizzatori dei social media.

I post studiati sono stati messi a confronto con quelli della campagna lanciata nel 2018 dall’FDA THE REAL COST: i primi ricevono in media un numero di like tre volte maggiore rispetto a quelli della campagna di sensibilizzazione. I partecipanti del focus group hanno inoltre sottolineato come i post dell’FDA “spaventino” invece che offrire soluzioni su come abbandonare del tutto lo svapo. 

Speriamo che questi risultati informino gli enti di salute pubblica sui canali più popolari usati dagli influencer dello svapo per promuovere contenuti sui tali prodotti soprattutto tra i più giovani per cercare di contrastare il marketing delle ecig e fermarne la proliferazione”, ha dichiarato Julia Vassey, autrice dello studio.

A rinforzare la stretta ci pensa l’Autorità internazionale che regolamenta la pubblicità su instagram: una tirata d’orecchie ad alcune aziende del settore, quali la British American Tobacco, Ama Vape, Attitude Vapes e Global Vaping Group, accusate della promozione di prodotti contenenti nicotina e dell’utilizzo nelle loro campagne di modelli sotto il limite dei 25 anni di età.

Una denuncia, secondo loro, resa necessaria dai numerosi casi di ragazzi ammalatisi dopo aver svapato prodotti illegali, non da quelli commercializzati dalle aziende in questione. 

Polemica che evidenzia però una lacuna nel settore della sanità pubblica: le sigarette elettroniche devono essere vietate ai minori, e gli stessi devono essere tutelati da campagne di marketing aggressive nei loro confronti. 

Ma accanto alle campagne contro le ecig non sarebbe il caso che le organizzazioni internazionali iniziassero ad investire seriamente sulle campagne antifumo? In Italia, ricordiamo, che l’ultimo report del Ministero della Salute ha evidenziato che gli adolescenti iniziano a fumare già a 11 anni nelle scuole medie.

Chiara Nobis e Valeria Nicolosi

Precedente World Cancer Day: smetti di fumare!
Prossimo Al via il tour di LIAF nelle scuole

Autore

Potrebbero interessarti anche i seguenti articoli

Iniziative

A Parigi il primo incontro con il gruppo di lavoro per la regolamentazione delle e-cig

Si è tenuto ieri a Parigi il primo meeting del tavolo tecnico TC 437 “Electronic cigarettes and e-liquids” della European Committee for Standardization (CEN – Comitato Europeo di Normazione). Un incontro importante che ha visto anche la partecipazione del gruppo di lavoro italiano dell’UNI, coordinato dal prof. Riccardo Polosa, direttore scientifico LIAF.

News

Lotta al fumo: in Inghilterra depositata una pietra miliare per il futuro dello svapo

“Una pietra miliare nella lotta al fumo internazionale” – è così che gli esperti di salute pubblica e di politiche antifumo hanno commentato la notizia apparsa due giorni fa su tutti

News

Gran Bretagna: una relazione rivela che l’uso dei farmaci per smettere di fumare non aumenta le possibilità di successo

La notizia eclatante però è che non vi è differenza in termini di astinenza dal fumo di sigaretta tra chi smetteva con l’aiuto dei farmaci antifumo (es. cerotti, buproprione, e