Internet e Social Media. Come smettere di fumare rimanendo on-line

Internet e Social Media. Come smettere di fumare rimanendo on-line

Nonostante le stringenti politiche per il controllo del consumo di tabacco in vigore in Italia da pochi giorni, il tabagismo rimane ancora una sfida globale per tutti gli Stati. Diventa quindi necessario attivare delle strategie alternative ed innovative per arginare questo fenomeno.

Secondo diversi studi condotti dai ricercatori del Centro Antifumo del Policlinico Universitario di Catania, proprio in questo ambito innovativo i Social Media possono rappresentare uno strumento promettente per smettere di fumare.

Si tratta di mezzi di interazione tra persone attraverso cui essi creano, condividono e scambiano informazioni in comunità virtuali (forum, blog e social network come Facebook, Twitter e YouTube). Sfruttando i social media, è possibile diffondere velocemente informazioni sanitarie senza costi a milioni di individui generando interazione e influenza sociale attraverso i confini di tutto il mondo. Accedendo a contenuti online tramite computer, smartphone e tablet senza limiti di spazio e tempo si ha il potenziale di consentire un continuo rinforzo del flusso di comunicazione. Questa pervasività, rafforzata dai media tradizionali, ha la possibilità di amplificare gli effetti sui comportamenti umani, incluse le abitudini legate al fumo.

Attraverso l’utilizzo di piattaforme virtuali e social network, ogni individuo ha la possibilità di interagire in maniera diretta offrendo la propria opinione e confrontandola con quella altrui. Tale meccanismo ha un impatto immediato sul ricevente creando così delle reti di supporto particolarmente efficaci soprattutto nell’ambito della disuassefazione tabagica.

In atto non sono stati realizzati significativi studi circa gli aspetti positivi legati all’utilizzo dei social media, nonostante siano stati registrati numerosi aspetti positivi.

“Nella letteratura scientifica – ha specificato il prof. Riccardo Polosa, docente di Medicina Interna del Policlinico Universitario di Catania e responsabile scientifico della Lega Italiana Anti Fumo – c’è una prova che le email personalizzate possano essere strumenti utili per smettere di fumare però sarebbe auspicabile integrare attività mediche a supporto per raggiungere l’obiettivo della riduzione/cessazione dal fumo di tabacco”.

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Un altro tipo di spazio virtuale sono i forum, piattaforme in cui, dopo una sottoscrizione, ognuno può discutere, fare domande, scambiare opinioni e offrire aiuto su esperienze specifiche, attività o prodotti. Sono a disposizione centinaia di forum per smettere di fumare, che vengono utilizzati principalmente per chiedere e ricevere consigli in relazione ai tentativi di cessazione.

“Negli ultimi anni – ha aggiunto il prof. Pasquale Caponnetto, responsabile del Centro Antifumo del Policlinico di Catania – i forum hanno sperimentato un esponenziale incremento di popolarità a causa della crescita del fenomeno delle sigarette elettroniche”.

Anche le istituzioni della salute hanno iniziato a riconoscere il potenziale dei social network per la promozione e diffusione delle campagna antifumo istituzionali. Un esempio, infatti, è proprio l’ultima campagna antifumo lanciata dal Ministero della Salute e voluta dallo stesso Ministro Beatrice Lorenzin intitolata “Ma che sei scemo? Il fumo fammale” che ha avuto come target primario proprio i giovani e per questo è stata pianificata e realizzata per essere diffusa attraverso internet ed i social media.

Ecco infine, un elenco di azioni che secondo noi possono essere generate e sfruttate attraverso i social network 

  1. Attraverso i siti internet è possibile creare e condividere uno spazio dedicato alle novità, aggiornamenti scientifici, centri antifumo, associazioni, iniziative o pagine personali di esperti;
  2. Promuovere strategie motivazionali per i fumatori;
  3. Creare comunità virtuali per le associazioni di salute, medici, pazienti e fumatori;
  4. Raggruppare pazienti per studi clinici sugli interventi per smettere di fumare;
  5. Fare consulenza virtuale, una modalità dal quale gli specialisti della cessazione del fumo possono seguire i loro pazienti, per esempio, usando le applicazioni di videochiamata online come Skype 

Ciò nonostante, il principale fattore per intraprendere e portare a termine un percorso di smoking cessation è ancora quello di affidarsi a personale medico competente e formato che garantisca al paziente una buona aderenza alle guide lines utilizzando un trattamento integrato e personalizzato affinché egli stesso possa sentirsi supportato ed affiancato nel corso di tutto il programma di cessazione.

 

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Autore

Marilena Maglia
Marilena Maglia 1 articoli

Marilena Maglia è psicologo clinico e della salute e ricercatrice presso il Centro per la prevenzione e cura del tabagismo dell’Università di Catania dal 2012. Ha pubblicato diverse ricerche su importanti riviste scientifiche di settore, fra cui Addiction. Ha partecipato in qualità di co-investigator a diversi trial sulle principali terapie antifumo, anche con soggetti schizofrenici, lavorando sulla malattia mentale, l’asma, il diabete e le sigarette elettroniche. Si occupa di trattamento integrato in ambito psicopatologico e svolge da anni attività di formatore presso enti pubblici e privati. Durante gli anni di attività clinica e assistenziale presso il Centro per la prevenzione e cura del tabagismo ha aiutato centinaia di fumatori a liberarsi dalla schiavitù della sigaretta. Da anni collabora con LIAF e partecipa attivamente a tutti i progetti di diffusione e sensibilizzazione della cultura antifumo.

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