LIAF in Parlamento per dire NO al fumo nei corridoi

LIAF in Parlamento per dire NO al fumo nei corridoi

Parlamentari che fumano in Parlamento. LIAF sostiene la battaglia dell’onorevole Arianna Spessotto, deputato del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, che da alcuni mesi si batte perché venga rispettato il divieto di fumo nelle stanze di Montecitorio, proprio li dove la legge è stata emanata.
Venerdì 20 Marzo 2015 il presidente LIAF, prof.ssa Lidia Proietti, ha incontrato l’on. Arianna Spessotto nella sede del gruppo parlamentare grillino per sostenere la sua battaglia contro il fumo a Palazzo Montecitorio e nel Palazzo dei Gruppi Parlamentari.
Dall’incontro sono emersi scenari imbarazzanti. Stanze non autorizzate nelle quali i Parlamentari continuano a fumare contro ogni regola morale e sopratutto contro la norma che loro stessi hanno emanato.
Nei prossimi giorni, il presidente LIAF insieme ad deputato Spessotto avvieranno una serie di azioni volte alla valutazione tecnica di alcune aree adibite al fumo proprio nei locali di Palazzo Montecitorio. L’intento è quello di sensibilizzare i parlamentari italiani a rispettare le norme e le regole che sono principio fondante dell’agire politico e sociale di ogni rappresentante dello Stato.
Secondo la denuncia dell’on. Spessotto, infatti: “Il mancato rispetto del divieto di fumo all’interno della Camera dei Deputati ha raggiunto livelli insostenibili per la tutela della salute, tanto da far scattare, come peraltro già successo in passato, l’allarme antincendio nel corridoio retrostante l’Aula di Montecitorio, utilizzato impropriamente da alcuni parlamentari come area fumatori. All’interno della Camera dei Deputati, così come all’interno del Palazzo dei Gruppi – ci racconta il deputato grillino – la vigente normativa antifumo non viene rispettata, nonostante i divieti posti in essere. Addirittura – denuncia – le stesse aree individuate come riservate ai fumatori non sono conformi alle disposizioni normative antifumo vigenti in materia”.
Per il presidente LIAF si tratta di “una situazione imbarazzante e che ha dell’incredibile”. La presenza della prof.ssa Proietti nella sede di Montecitorio sarà utile per “effettuare le dovute valutazioni e per programmare azioni ed iniziative volte al rispetto della legge ed alla diffusione di una cultura antifumo tra le stesse istituzioni che, paradossalmente, sono state ideatrici della norma e pertanto sono consapevoli del rischio e dei danni causati dal fumo di sigaretta convenzionale”.
Precedente Smettere di fumare su Twitter è più semplice cinguettando
Prossimo E-cig e riduzione del danno fumo correlato: i risultati presentati al Parlamento britannico

Autore

Valeria Nicolosi
Valeria Nicolosi 231 articoli

Valeria Nicolosi è giornalista, esperta in progettazione e comunicazione pubblica (sociale e istituzionale). Laureata in Programmazione delle Politiche Pubbliche nell’Università degli Studi di Catania, è anche masterizzata in Comunicazione Pubblica nell’Università IULM di Milano. L'amore e l'interesse nei confronti della formazione dell'opinione pubblica l’hanno portata a collaborare come consulente per LIAF con l’obiettivo di aiutarli a definire azioni utili per la diffusione e la sensibilizzazione della cultura antifumo. Valeria è oggi press office di LIAF e collabora anche con istituzioni ed enti pubblici diversi.

Visualizza tutti gli articoli di questo autore →

Potrebbero interessarti anche i seguenti articoli

Approfondimenti

Lamberto Manzoli entra nel Comitato per la ricerca sulle e-cig

Il Comitato Scientifico per la ricerca sulla sigaretta elettronica accoglie un nuovo membro. Si tratta del prof. Lamberto Manzoli dell’Università di Ferrara, già noto nell’ambiente scientifico internazionale per aver pubblicato numerosi studi e testi sull’efficacia della sigaretta elettronica per smettere di fumare. 

In evidenza

Ecofin e Commissione UE su tassazione e-cig. Per R. Polosa: “La salute pubblica ha priorità assoluta”

ECOFIN ha richiesto alla Commissione Europea di prendere in considerazione la formulazione di una eventuale proposta per la tassazione di tutti i prodotti contenenti tabacco, comprese le sigarette elettroniche. Per il prof. Riccardo Polosa: “…molti governi europei vedono nell’e-cig un problema per i bilanci di stato piuttosto che una soluzione per la salute pubblica”.

Comunicati stampa

Stop fumo in Vaticano: la rivoluzione va seguita anche in Italia

Dal 2018 la Santa Sede smetterà di vendere (con lo sconto) sigarette ai propri dipendenti, religiosi e diplomatici. Questa è la clamorosa notizia delle ultime ore. “Una decisione di portata epocale che potrebbe