Nuova tassa sulla sigaretta elettronica: il “pasticcio” burocratico

Nuova tassa sulla sigaretta elettronica: il “pasticcio” burocratico

“Il 6 dicembre scorso sul giornale “Italia Oggi” è stata pubblicata una interessante disamina sulla questione della tassazione della sigaretta elettronica, firmata dal giornalista Stefano Sansonetti.
L’autore ha commentato, con dovizia di particolari e richiamando spesso la normativa, il “pasticcio” dell’iter burocratico che ha segnato l’approvazione della famigerata “supertassa” sulle sigarette elettroniche
Dal primo gennaio 2014, come è noto, viene stabilito il prelievo fiscale del 58,5% sulle sigarette elettroniche. Ma per far si che questo dispositivo normativo venga messo in pratica era necessaria, come già precisato dal DL n. 76 del 2013, l’approvazione di uno specifico decreto attuativo da parte del Ministero dell’Economia entro il 31 ottobre 2013. “Passaggio fondamentale – si legge nell’articolo – perchè è da questo che dipendono tutti gli iter autorizzativi indispensabili alle imprese che intendono continuare a commercializzare sigarette elettroniche”.
Ma, questa approvazione si è concretizzata ben oltre i termini stabiliti dal DL: “Il decreto attuativo in questione “non è mai arrivato entro il 31 ottobre scorso – continua l’autore – lo si dava praticamente per disperso, fino a quando sul sito dei Monopoli di Stato è spuntata fuori qualche giorno fa una bozza”.
Di fatto, il testo del decreto attuativo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 287 del 7 dicembre 2013 e si rifà integralmente alla normativa che dispone le modalità di vendita dei prodotti derivati dal tabacco, come previsto ai sensi dell’articolo 62-quater, comma 4, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504.
Ciò che risulta strano sia per l’autore dell’articolo, sia per LIAF , è che il testo è stato comunque pubblicato fuori dai limiti previsti dal DL e comunque, come sostiene Sansonetti: “Troppo tardi per un’entrata a regime delle vendite che a questo punto potrebbe non arrivare prima di giugno”. Il pasticcio procedurale, dunque, determinerà probabilmente il mancato incasso per il Fisco dei 117 milioni di euro attesi per l’anno in corso dalla tassazione delle sigarette elettroniche.
Con una nota dell’Ufficio di controllo sugli atti del ministero dell’economia, datata 3 dicembre 2013 “la Corte dei conti sbertuccia il decreto Saccomanni” – spiega il giornalista.
L’autorità competente, infatti, avrebbe premesso, innanzitutto “di aver dato corso per ragioni di correntezza al provvedimento, in considerazione della necessità di scongiurare la paralisi del settore, con le intuibili ricadute in termini di mancate entrate per le casse dello Stato”. Nel frattempo, però aggiunge anche l’accusa più grave circa il ritardo dell’approvazione del decreto: “L’adozione del decreto così a ridosso dell’entrata in vigore delle disposizioni, ha limitato drasticamente lo svolgimento del controllo preventivo di legittimità da parte dell’Ufficio che non ne ha potuto effettuare i necessari provvedimenti”.
Per il Presidente LIAF Sebastiano Antonio Pacino, la gaffe legislativa sembra abbastanza chiara: “Che dal primo gennaio la tassazione venga applicata o no ancora non è dato saperlo – ha dichiarato – ma che dietro l’approvazione del decreto ci sia un pasticcio burocratico è l’unica cosa che al momento sembra certa”.
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