Polosa analizza 3 punti del report Eurispes

Polosa analizza 3 punti del report Eurispes

All’indomani della pubblicazione del report di Eurispes, anche il prof. Riccardo Polosa commenta tre punti salienti del documento citando alcune delle attività già avviate all’interno del CoEHAR – il Centro di Ricerca Internazionale sulla Riduzione del Danno da Fumo appena istituito all’interno dell’Università di Catania.

Nuovi dati sui prodotti a rischio ridotto?

A Catania stiamo lavorando per stabilire – ha spiegato Polosa – grazie ai risultati della ricerca indipendente svolta all’interno del CoEHAR, il livello di riduzione del rischio dei nuovi prodotti del tabacco rispetto alle sigarette convenzionali. Riusciremo entro il 2019 a fornire al mondo i nuovi dati certi sull’efficacia delle e-cig nella riduzione del rischio da fumo“.

Non basta il desiderio per smettere, serve il supporto e l’assistenza

E’ un lavoro ambizioso ma quanto stabilito da Eurispes – aggiunge il direttore del CoEHAR – dimostra che abbiamo sempre avuto ragione. Pochissimi fumatori che vogliono smettere di fumare poi ci riescono davvero da soli (il 9% è quanto dimostrato dalla società). Un dato che segue il trend dei risultati raggiunti anche nei nostri laboratori catanesi dove solo il 15% di chi ha cercato di smettere da solo ci è riuscito mentre, tra chi ci ha provato affidandosi al supporto di uno specialista (che spesso consiglia strumenti alternativi), ci è riuscito il 50%. Sebbene ci si preoccupi degli effetti sulla salute, non si rinuncia facilmente al piacere della sigaretta ed è per questo che l’utilizzo di prodotti meno dannosi potrebbe essere la scelta giusta per creare un mondo senza fumo“.

“Open research” della ricerca antifumo

I dati fanno emergere un’altra criticità, anche questa più volte affrontata anche da noi, inerente la poca diffusione della conoscenza e delle informazioni sul tema della ricerca antifumo. Affrontare una rivoluzione significa anche monitorare i percorsi della scienza, condividerli con il pubblico, criticarli e comunicarli nel modo più corretto possibile. All’interno del CoEHAR – spiega Polosa – l’internazionalizzazione delle attività scientifiche è il terreno su cui sviluppiamo lo scambio di conoscenza con il mondo. Grazie ad un network di collaborazioni internazionali riusciamo a creare un flusso continuo di informazioni scientifiche aggiornate puntuali. Riuscendo presto a stabilire standard regolamentati per la ricerca sui prodotti alternativi al fumo, riusciremo anche a creare una piattaforma di ricerca aperta dove ciascuno potrà inserire il suo supporto accademico e la sua visione scientifica delle politiche antifumo.

… Cosi come lo Stato ha il dovere di informare sui pericoli del tabagismo, lo stesso Stato ha il dovere di riconoscere il più basso livello di rischio delle nuove tecnologie non combustibili … e di supportare e sostenere chi si occupa di questi temi”. 

Precedente Riccardo Polosa at the United Nations General Assembly
Prossimo COP8 a Ginevra: un nuovo report di politica internazionale critica l’operato dell’OMS

Autore

Valeria Nicolosi
Valeria Nicolosi 225 articoli

Valeria Nicolosi è giornalista, esperta in progettazione e comunicazione pubblica (sociale e istituzionale). Laureata in Programmazione delle Politiche Pubbliche nell’Università degli Studi di Catania, è anche masterizzata in Comunicazione Pubblica nell’Università IULM di Milano. L'amore e l'interesse nei confronti della formazione dell'opinione pubblica l’hanno portata a collaborare come consulente per LIAF con l’obiettivo di aiutarli a definire azioni utili per la diffusione e la sensibilizzazione della cultura antifumo. Valeria è oggi press office di LIAF e collabora anche con istituzioni ed enti pubblici diversi.

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