Polosa smentisce il Surgeon General: “Non c’è epidemia di e-cig tra i giovani americani”

Polosa smentisce il Surgeon General: “Non c’è epidemia di e-cig tra i giovani americani”

Il prof. Polosa insieme ad alcuni autorevoli colleghi smentisce il Ministero della Salute statunitense: “non c’è alcuna epidemia di utilizzo delle sigarette elettroniche tra i giovani”.

Con una revisione pubblicata ieri nell’Harm Reduction Journal, Polosa spiega che il report pubblicato dal Surgeon General nel 2016 (il portavoce delle questioni di salute pubblica nel sistema governativo USA) sull’uso delle sigarette elettroniche tra i giovani si è basato più sulla finzione che sui fatti.

Lo studio, redatto dal Prof. Riccardo Polosa, dal Dr. Christopher Russell, dal Dr. Joel Nitzkin e dal Dr. Konstantinos Farsalinos, ha rilevato che i dati utilizzati nel report del Surgeon General sono stati presentati e intertpretati in maniera così fuorviante da sollevare preoccupazioni esagerate circa i rischi per la salute delle e-sigarette e un’apparente epidemia di uso di sigarette elettroniche da parte dei giovani americani, tanto indurre la gente a concludere che la commercializzazione e l’uso delle e-cig sia una crisi sanitaria pubblica.

Gli autori sottolineano che i Report del portavoce della salute pubblica americano sono considerati autorevoli, al pari di quelle del Royal College of Physicians nel Regno Unito. Eppure in questo caso l’interpretazione della scienza è talmente erronea da mettere in discussione l’integrità scientifica dello stesso report. Lungi dall’essere una crisi sanitaria , gli autori dello studio hanno rilevato che i dati contenuti in realtà dicono il contrario, e cioè che:

  • Anni di ricerche e sondaggi rappresentativi a livello nazionale indicano che l’uso della sigaretta elettronica tra i giovani statunitensi è poco frequente o sperimentale e trascurabile tra i giovani non fumatori.
  • I crolli più alti nei tassi di fumo negli Stati Uniti si sono verificati quando le e-cig sono diventate sempre più disponibili.
  • La gran maggioranza della pur piccola percentuale di giovani americani che ha dichiarato di usare regolarmente una e-cig, consuma effettivamente liquidi privi di nicotina.

Secondo lo studio, peraltro, la maggior parte delle prove presentate nel Report a proposito del danno da nicotina non è applicabile all’uso della sigaretta elettronica perché si basa quasi esclusivamente sull’esposizione alla nicotina da fumo di sigaretta e non da aerosol di sigaretta elettronica. Inoltre, la letteratura citata descrive gli effetti negli adulti e nei modelli animali che hanno poca rilevanza rispetto all’uso nel mondo reale da parte dei giovani.

Il prof. Riccardo Polosa – Coordinatore del Comitato Scientifico Internazionale LIAF per la ricerca sulla sigaretta elettronica, e primo autore dello studio – ha dichiarato: “Ci è voluto molto coraggio per criticare il Surgeon General degli Stati Uniti, ma il Report è così fuorviante che ha richiesto un’analisi critica. Il Report non riconosce che questi prodotti rappresentano un’alternativa molto meno dannosa alle sigarette convenzionali e che i dati ad oggi non mostrano alcuna minaccia reale per i giovani. Speriamo che i prossimi Report del Surgeon General siano più accurati”.

Comunicato stampa in inglese

Previous Sarcoidosi ed e-cig, la testimonianza di uno svapatore
Next La storia di Manuela, smettere di fumare al CPCT di Catania

About author

Potrebbe interessarti anche

In evidenza 2 Comments

Lotta al fumo: in Inghilterra depositata una pietra miliare per il futuro dello svapo

“Una pietra miliare nella lotta al fumo internazionale” – è così che gli esperti di salute pubblica e di politiche antifumo hanno commentato la notizia apparsa due giorni fa su tutti

Approfondimenti 0 Comments

La Vita in Fumo

Quando accendete la prima sigaretta? A metà mattinata? Dopo pranzo? O appena alzati dal letto? Si tratta della domanda chiave del questionario di Fagerstrom, usato dai ricercatori per stabilire il

Approfondimenti 0 Comments

Sigarette light e tumore del polmone: qual è la verità

Non è una novità che chi fuma ha un rischio maggiore di sviluppare un cancro del polmone rispetto a chi non ha mai fatto uso di tabacco, ma che fumare