Sentenza epocale della Cassazione: approvato risarcimento per danni da fumo passivo

Sentenza epocale della Cassazione: approvato risarcimento per danni da fumo passivo

Finalmente un precedente. La Cassazione conferma il risarcimento per il danno da fumo passivo in ufficio.

La Cassazione (con ordinanza 276/2019, sezione lavoro) ha infatti definitivamente condannato Poste Italiane, in questo caso come datore di lavoro, a risarcire un proprio dipendente affetto da tumore con 174 mila euro.

Il dipendente, oggi novantenne, ha avuto danni alle corde vocali, ha perso tutti i denti, fa fatica a ingerire cibi (è costretto a un’alimentazione per lo più liquida) ma soprattutto non è mai stato un fumatore.

La sua colpa (se così la si può chiamare) è stata quella di aver svolto la propria attività lavorativa dal 1980 al 1994 “in locali insalubri, di ridotte dimensioni e saturi di fumo”.

Secondo i giudici, Poste italiane avrebbe dovuto tutelare le condizioni di lavoro del dipendente non fumatore, considerando gli effetti negativi sulla salute anche del fumo passivo.   

Un sentenza che crea per la prima volta un precedente importante e che consente di aprire nuove strade di legittimità per la tutela dei lavoratori dal fumo passivo.

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Autore

Valeria Nicolosi
Valeria Nicolosi 211 articoli

Valeria Nicolosi è giornalista, esperta in progettazione e comunicazione pubblica (sociale e istituzionale). Laureata in Programmazione delle Politiche Pubbliche nell’Università degli Studi di Catania, è anche masterizzata in Comunicazione Pubblica nell’Università IULM di Milano. L'amore e l'interesse nei confronti della formazione dell'opinione pubblica l’hanno portata a collaborare come consulente per LIAF con l’obiettivo di aiutarli a definire azioni utili per la diffusione e la sensibilizzazione della cultura antifumo. Valeria è oggi press office di LIAF e collabora anche con istituzioni ed enti pubblici diversi.

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