Si riaccende in UE la battaglia per il futuro delle sigarette elettroniche

Si riaccende in UE la battaglia per il futuro delle sigarette elettroniche

Si riaccende in UE la battaglia per il futuro delle sigarette elettroniche

 

La scorsa settimana, la Commissione europea ha fatto circolare una nuova proposta “riservata” per la regolamentazione delle sigarette elettroniche. Il documento è stato inviato solo a coloro che, a Bruxelles, stanno negoziando il futuro delle e-cigarette a porte chiuse – ovvero, rappresentanti del Parlamento europeo e del Consiglio europeo. Questa non è una proposta finale, ma fornisce di certo ai negoziatori qualcosa su cui discutere.
Il documento con tale nuova proposta è consultabile all’interno della lettera aperta firmata da otto esperti internazionali in tabagismo e indirizzata ai parlamentari nazionali ed europei.
<<La nuova proposta è francamente agghiacciante – dichiara il Prof. Riccardo Polosa, uno degli otto esperti internazionali firmatari della lettera – Non è accettabile che si riproponga la equiparazione della sigaretta elettronica a un farmaco o, peggio ancora, a una sigaretta convenzionale. Questi prodotti non condividono nulla né con l’una né con l’altra categoria, e tuttavia si cerca di farla passare come un mix di entrambi facendosi beffa della salute di milioni di fumatori europei>>
Se questa proposta venisse attuata, farebbe uscire fuori dal mercato ogni prodotto presente oggi e limiterebbe gravemente le opzioni per i prodotti futuri – oltre a renderne il loro sviluppo commercialmente impraticabile. Statene certi.
Redazione LIAF
Ai Membri del Parlamento Europeo
Ai Membri del Parlamento Italiano
Gentile Onorevole,
Il fumo di sigaretta è la principale causa di morte e di malattie evitabili negli stati dell’Unione Europea. Il tasso dei fumatori è mediamente pari al 29 % della popolazione adulta, con picchi sino al 50 % in alcuni paesi dell’UE, e con 700.000 decessi ogni anno. I programmi anti-fumo tradizionali hanno realizzato solo piccoli progressi in favore della riduzione di questa piaga. Ma lì dove gli approcci convenzionali per smettere di fumare stentano ad avere successo, le sigarette elettroniche stanno invece aiutando moltissimi fumatori a passare ad un’alternativa più sicura. Con una stima di 7-12 milioni di utenti nell’UE, le sigarette elettroniche rappresentano oramai una alternativa concreta alle sigarette convenzionali.
Molto ancora andrebbe fatto per incoraggiare questa tendenza positiva per la salute pubblica, eppure la bella storia della sigaretta elettronica potrebbe essere sul punto di sfumare. La recente revisione della Direttiva europea sui Prodotti del Tabacco (Tobacco Products Directive – TPD) ha proposto di regolamentare le sigarette elettroniche alla stessa stregua dei prodotti medicinali. Ma la regolamentazione dei medicinali è notoriamente costosa, particolarmente lunga e complessa, anticoncorrenziale e pertanto tende a soffocare l’innovazione. Metterebbe fuori mercato molti dei prodotti attualmente in commercio. Il Parlamento europeo ha saggiamente rigettato questa proposta, stabilendo una loro commercializzazione come prodotti di libero consumo. Il Consiglio e la Commissione (dichiaratamente a favore della regolamentazione farmacologica) devono ora avviare la negoziazione con il Parlamento europeo (che ha rigettato tale regolamentazione).
A sorpresa, si apprende ora che la Commissione vuole forzare nella TPD un nuovo emendamento che di fatto parifica le sigarette elettroniche a quelle convenzionali (mentre logicamente non lo sono), e che prevede: il divieto sull’uso degli aromi (parte importante dell’esperienza degli utilizzatori); l’imposizione di limiti arbitrari sul contenuto di nicotina consentito (che metterebbe fuori mercato la maggior parte dei prodotti esistenti); la proibizione di prodotti ricaricabili (che molti consumatori preferiscono); l’introduzione di rigide limitazioni sulla pubblicità come per le sigarette convenzionali. Queste proposte, nel loro complesso, avranno l’effetto di soffocare il mercato della sigaretta elettronica e pertanto di limitare l’impatto positivo di questi prodotti sulla salute pubblica.
Paradossalmente, forzando la regolamentazione in questa direzione si andranno a creare le condizioni per una maggiore diffusione delle sigarette di tabacco rispetto alle molto più sicure sigarette elettroniche. Esortiamo a fare opposizione a questo tentativo di far rientrare dalla finestra una regolamentazione che il Parlamento europeo aveva già legittimamente fatto uscire della porta.
Cordiali saluti,
Prof Riccardo Polosa, Professore Ordinario di Medicina Interna, University of Catania, Italy.
Prof Gerry Stimson, Emeritus Professor, Imperial College London, London, UK
Prof Peter Hajek, Wolfson Institute of Preventive Medicine Barts and Queen Mary University, London, UK
Dr Lynne E. Dawkins, University of East London, UK
Dr Miroslaw Dworniczak, Poznan, Poland
Dr Konstantinos Farsalinos, Onassis Cardiac Surgery Center, Greece and University Hospital Gathuisberg, Belgium
Dr Michał Kozłowski, eSmoking Institute, Poznan, Poland
Prof Demetrios Kouretas, School of Health Sciences and Vice Rector of University of Thessaly, Greece
Dr Jacques Le Houezec, Consultant in Public Health, Rennes, France
Dr Gérard Mathern, Saint-Chamond, France
Dr Philippe Presles, Institut Moncey, Paris, France
Prof Andrzej Sobczak, Medical University of Silesia, Katowice, Poland
Prof Aristides Tsatsakis, University of Crete, Greece

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