Sigaretta elettronica – Polosa su Rai 1: “Le ricerche condotte sui topi, mancando di seri standard di riferimento risultano inconclusive”

Sigaretta elettronica – Polosa su Rai 1: “Le ricerche condotte sui topi, mancando di seri standard di riferimento risultano inconclusive”

Aumenta ogni giorno di più il numero di svapatori in Italia. E mentre i dati testimoniano un incremento esponenziale del numero di utilizzatori di sigaretta elettronica che scelgono di passare ad un prodotto meno dannoso rispetto alla sigaretta convenzionale, si riaccende il dibattito scientifico sull’efficacia dello strumento e sui relativi rischi nel lungo periodo.

Questa mattina, infatti, in diretta su Rai 1 ospiti di Tiberio Timperi nell’ambito della trasmissione televisiva Uno Mattina Estate sono intervenuti sul tema il prof. Riccardo Polosa, coordinatore del Comitato Scientifico internazionale per la ricerca sulla sigaretta elettronica e docente del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Catania e Moreno Paolini, docente del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna.

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Al centro del dibattito i risultati di due importanti studi appena conclusi dai due gruppi di ricerca, che – tuttavia – giungono a conclusioni opposte. Quello condotto da Polosa ha valutato un campione di utilizzatori (da almeno 4 anni) che non avevano mai fumato tabacco in vita loro e ha dimostrato l’assenza di danni polmonari, tramite diverse metodiche (spirometria, test dell’ossido nitrico esalato, TAC del torace), anche nel lungo periodo. Lo studio condotto dal gruppo di ricerca di Paolini, al contrario, ha dimostrato come l’esposizione prolungata ai vapori delle sigarette elettroniche possa creare danni al DNA delle cellule del sangue e contribuire così al rischio di patologie tumorali.

Se si espongono topini a quantità industriali di vapori da e-cigarette e per tempi ingiustificatamente prolungati, non deve sorprendere il riscontro di un DNA compromesso – ha commentato a tal proposito Riccardo Polosa – le modalità di generazione degli aerosol da e-cigarettes, così come i tempi di esposizione in questo esperimento, sono distanti anni luce dalle normali condizioni d’uso e quindi assolutamente poco rappresentative del reale rischio cancerogene di questi prodotti per l’uomo. La scarsa conoscenza delle caratteristiche di esposizione in normali condizioni d’uso è il vero problema con cui adesso la scienza deve confrontarsi – ha continuato il docente catanese – non possiamo più accettare la diffusione indiscriminata di risultati basati su modelli sperimentali che non rispondono ai più elementari criteri di standardizzazione di questi prodotti. Servono delle raccomandazioni precise sul come condurre una ricerca sperimentale qualificata sulle sigarette elettroniche”.

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Di particolare interesse anche l’intervento in studio del prof. Francesco Cognetti, presidente della Fondazione “Insieme contro il cancro“, che – commentando i risultati della ricerca catanese – ha sottolineato l’importanza del ruolo di questi prodotti in termini di benefici per la salute sia individuale che pubblica, citando non solo la capacità delle e-cigarette di ridurre i danni respiratori in pazienti affetti da malattie fumo-correlate, ma anche e soprattutto riferendosi al loro ruolo in termini di prevenzione dei tumori polmonari.

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