ll prof. Riccardo Polosa risponde. Sigaretta elettronica, sicurezza e salute.

ll prof. Riccardo Polosa risponde. Sigaretta elettronica, sicurezza e salute.

A nome di tutti gli svapatori e di quei fumatori ancora indecisi se passare alla e-cig, LIAF da la parola al prof. Riccardo Polosa, esperto internazionale di tabagismo e malattie fumo-correlate, nonché autore del primo studio al mondo che ha indagato la sicurezza e l’efficacia delle sigarette elettroniche (studio ECLAT).
Riccardo Polosa
Professore Ordinario di Medina Interna e d’Urgenza presso l’Università di Catania. Noto Pneumologo, si è inoltre specializzato nel Regno Unito in Allergologia e Immunologia Clinica. E’ Direttore della Scuola di Specializzazione in Reumatologia dell’Università di Catania, e Professore Onorario all’Università di Southampton (UK).
1. overdose da nicotina
  • Prof. Polosa, pensa che l’overdose da nicotina possa rappresentare una reale fonte di preoccupazione per gli utilizzatori di sigaretta elettronica? Che consiglio darebbe agli svapatori per ridurne al minimo il rischio?
“Non credo questa sia una preoccupazione reale per lo svapatore medio. In generale, i fumatori (e per analogia gli svapatori) quantificano la loro assunzione di nicotina in base al feedback che ricevono dal loro corpo. Sensazioni di vertigine o nausea sono segno di un’eccessiva assunzione di nicotina. Sensazione di stanchezza, intontimento e confusione sono segno invece di bassi livelli circolanti di nicotina. Di conseguenza, i fumatori auto-regolano l’assunzione di nicotina per soddisfare le loro esigenze psico-fisiche. Con l’eccezione di coloro che sono affetti da gravi patologie psichiatriche, è raro che lo svapatore medio sperimenti sintomi da sovradosaggio (ad esempio, agitazione progressiva, nausea, vomito, tachipnea – respiro accelerato -, tremori e perdita di coscienza). Per minimizzare l’overdose da nicotina in coloro che svapano per la prima volta, il buon senso suggerirebbe un graduale aumento della concentrazione di nicotina nel liquido per e-cigs partendo da una concentrazione medio/bassa (a seconda del livello di nicotina presente nella loro marca di sigarette convenzionali).”
2. “allergia” al glicole propilenico
  • Alcune persone sono allergiche al glicole propilenico, in particolare – c’è pericolo di qualche reazione allergica generalizzata? Quali sintomi dovrebbero insospettire i neo-svapatori?
“Gli esseri umani entrano in contatto con una grande varietà di sostanze e possono verificarsi reazioni irritative o allergiche (ipersensibilità) in soggetti predisposti. Il glicole propilenico (PG) e il sottoprodotto della sua pirolisi, la formaldeide, non fanno eccezione. La maggior parte delle reazioni cutanee al PG sono irritanti in natura; tuttavia a volte capita anche una vera e propria sensibilizzazione allergica. Negli svapatori che si sono sensibilizzati, il contatto diretto con il PG può causare delle piccole (1-2 mm) papule, pustole e vescicole intorno alla bocca o nella mucosa orale, associate a bruciore, sensazione di puntura nelle zone colpite. Tuttavia, lo sviluppo di sintomi generalizzati a tutto il corpo dopo l’esposizione orale al PG è raro. Il mio consiglio in questi casi è quello di evitare l’agente incriminato (ad es. il PG) e di orientarsi verso prodotti contenenti solo glicerina vegetale”.
3. patologie in cui sarebbe sconsigliato svapare
  • Ci sono particolari condizioni di salute in cui lei sconsiglierebbe al fumatore di utilizzare le sigarette elettroniche, o di esercitare cautela? Per esempio, alcune persone hanno segnalato un peggioramento della psoriasi dopo aver iniziato a svapare – cosa consiglierebbe in una situazione di questo tipo?
“Nel rispetto del principio di precauzione, andrebbe evitato svapare durante la gravidanza, se affetti da malattie cardiovascolari, asma bronchiale o bronchite cronica ostruttiva (BPCO), nei casi di sensibilizzazione chimica multipla (MCS), e in alcune condizioni psichiatriche. Tuttavia va ricordato
che queste patologie sono parimenti (se non di più) controindicate per il fumo di tabacco e che lo svapare è un comportamento molto meno dannoso rispetto al fumare. Pertanto l’applicazione acritica del principio di precauzione nel caso delle e-cig dovrebbe essere riconsiderato. Ad esempio, abbiamo recentemente completato uno studio che ha evidenziato migliori risultati clinici e funzionali nei fumatori con asma dopo l’astinenza dal fumo di tabacco con uso a lungo termine di sigarette elettroniche. Inoltre, in un recente studio prospettico su pazienti schizofrenici cronici fumatori, abbiamo dimostrato che l’uso regolare di sigarette elettroniche può ridurre notevolmente il consumo di sigarette convenzionali senza causare significativi effetti collaterali e senza peggioramento dei sintomi psichiatrici:
Sono sorpreso di apprendere che alcune persone hanno segnalato un peggioramento della psoriasi dopo aver iniziato a svapare. Questo è del tutto insolito perché il peggioramento della psoriasi è notoriamente attribuito ad un aumento dello stress, e ciò è più verosimile che avvenga quando si cerca di smettere senza alcun aiuto. Inoltre, da uno studio recente, prospetta l’esatto opposto, e cioè che la nicotina possa mitigare i sintomi della psoriasi:
4. sigaretta elettronica e gravidanza
  • Prof. Polosa grazie per aver accennato al tema della gravidanza. Le sigarette elettroniche possono rappresentare una ragionevole alternativa per le fumatrici che cercano di minimizzare i danni fumo-correlati al loro bambino? o il rischio derivante dall’assunzione quotidiana di nicotina, in qualsiasi forma, rimane comunque alto?
“E’ noto quanto dannoso sia il fumo di sigaretta in gravidanza ed è essenziale per le donne incinte smettere di fumare il più presto possibile. La nicotina attraversa facilmente la placenta ed entra nella circolazione fetale determinando, oltre tutta una serie di effetti negativi per il nascituro, un basso peso alla nascita. Tuttavia, studi condotti in Svezia hanno concluso che la riduzione del peso alla nascita risulta significativamente più contenuta per le consumatrici di ‘snus’ – tabacco per uso orale raffinato, a basso contenuto di nitrosammine specifiche del tabacco – rispetto alle fumatrici di sigarette convenzionali. Per le gestanti che non riescono a smettere di fumare, i vantaggi dello smettere assumendo nicotina in forma purificata, superano i rischi derivanti dalle sostanze tossiche del fumo di tabacco. Penso che le sigarette elettroniche siano da rivalutare anche in questo contesto specifico”.
5. tossicità al silicio
  • C’è molta confusione relativamente al materiale più sicuro da usare per gli stoppini (wick) – ha qualche consiglio per gli svapatori su questo argomento? Pensa che gli stoppini di silicio, per esempio, possano causare patologie polmonari come ad es. la silicosi?
“La presenza di particelle di silicio è di scarso significato per quanto riguarda le conseguenze sulla salute, a meno che non si sia a conoscenza della presenza della sua forma cristallina (silice, o biossido di silicio; SiO2) e attualmente non vi è alcuna prova di questa presenza nell’aerosol delle sigarette elettroniche. La silicosi è una forma di malattia professionale polmonare caratterizzata da flogosi e cicatrizzazione del tessuto polmonare. Si determina dopo esposizione prolungata a polvere di silice (non a particelle di silicio); i primi sintomi respiratori compaiono da 10 a 30 anni dopo la prima esposizione. Anche nell’eventualità in cui si scopra che gli attuali stoppini di silicio generino livelli significativi di silice, la tecnologia della sigaretta elettronica si innova ad un ritmo così veloce che in pochi anni sarà ridotto al minimo questo seppur ipotetico rischio. Per queste ragioni, le preoccupazioni relative al potenziale pericolo di silicosi negli svapatori abituali sono squisitamente teoriche”.
6. tossicità al cromo
  • Alcuni utilizzatori sono anche preoccupati per l’esposizione al cromo esavalente come conseguenza delle alte temperature utilizzate quando si ossida uno stoppino d’acciaio (conosciuto come mesh). Questa loro preoccupazione è giustificata? Ha qualche consiglio da dare per ridurre al minimo il rischio?
“L’acciaio inossidabile è una lega metallica contenente almeno l’11 % di cromo; il cromo nell’acciaio inossidabile allo stato solido non è un pericolo per la salute. Il cromo esavalente può formarsi quando si esegue una “lavorazione a caldo” come la saldatura su acciaio inox. In queste situazioni, l’alta temperatura ossida il cromo nel suo stato esavalente. Il cromo esavalente è molto tossico, si trova in quantità nel fumo di tabacco, ed è noto per provocare tumore ai polmoni. La formazione di cromo esavalente in corso di vaporizzazione non è stata mai studiata, ma cromo esavalente può generarsi quando si arroventano gli stoppini d’acciaio (le mesh) per ossidarli. Il vero problema è che non sappiamo se da questo preliminare processo di ossidazione derivi poi una instabilità dei legami ionici del cromo con conseguente rilascio di cromo tossico anche alle normali temperature operative. In assenza di prove certe, consiglio di usare stoppini organici naturali (ad es. cotone)”.
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