Sigarette elettroniche: impatto rassicurante per la salute pubblica nel Regno Unito

Sigarette elettroniche: impatto rassicurante per la salute pubblica nel Regno Unito

E’ stato pubblicato pochi giorni fa un articolo, su una sezione della BBC dedicata alla salute, che fa ben sperare in merito al futuro delle sigarette elettroniche.
Secondo i dati ufficiali diffusi dall’ONS – Ufficio Nazionale di Statistica del Regno Unito il rischio che la sigaretta elettronica possa invogliare i vapagisti a diventare tabagisti è infondato.
I dati dell’ONS sono chiari. Dimostrano che gli utilizzatori di sigarette elettroniche sono prevalentemente fumatori o ex-fumatori che si sono convertiti a un nuovo prodotto. Solo in rari casi si documentano non fumatori che decidono di darsi all’e-cig. Le elettroniche infatti – come sostengono gli esperti – vengono preferite alle convenzionali principalmente per smettere di fumare o ridurre il consumo di tabacco, e sono viste dagli utenti come una valida alternativa alle bionde.
E non è tutto. La percentuale di fumatori nel Regno Unito è crollata dal 46% nel 1974 al 19% nel 2013 e anche se non è certo che il fenomeno e-cig abbia contribuito a favorire questo trend positivo, sicuramente non lo ha ostacolato. Sfuma così la preoccupazione che questi prodotti possano rinormalizzare il consumo di tabacco. Piuttosto ne rappresentano una porta d’uscita.
Per il prof. Kevin Fenton, noto esperto di Salute Pubblica britannico, “Una regolamentazione delle e-cig equilibrata ed efficace potrà aiutare a gestire i rischi e a massimizzare il potenziale di questi prodotti utili per smettere di fumare – e ha aggiunto – anche riducendo notevolmente le malattie fumo correlate che uccidono quasi 80 mila persone in Inghilterra ogni anno”.
Anche il dott. Penny Woods , direttore esecutivo della British Lung Foundation, si è dimostrato propositivo sull’argomento e ha affermato: “Questi dati sono rassicuranti e dovrebbero finalmente porre fine alla preoccupazione che le sigarette elettroniche spingano le persone a fumare. Tuttavia – ha continuato – il fenomeno è in evoluzione e va monitorato”.
La LIAF, che da anni si batte contro il tabagismo, più volte ha denunciato il pericolo derivante da posizioni ideologiche poco rispettose delle evidenze scientifiche o da manipolazioni dei dati della ricerca scientifica per tutelare interessi di gruppi politici e della comunità medico-scientifica:
“Certamente le politiche antifumo dell’ultimo trentennio hanno giocato un ruolo importante nel sensibilizzare le persone sui rischi altissimi derivanti dal consumo di tabacco.” – ha commentato la prof.ssa Lidia Proietti, presidente LIAF – ma il ruolo delle e-cig è positivo e bisogna pensare in termini di integrazione di questi prodotti nelle attuali politiche di controllo del tabagismo”
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