Stop fumo in Vaticano: la rivoluzione va seguita anche in Italia

Stop fumo in Vaticano: la rivoluzione va seguita anche in Italia

Dal 2018 la Santa Sede smetterà di vendere (con lo sconto) sigarette ai propri dipendenti, religiosi e diplomatici. Questa è la clamorosa notizia delle ultime ore. “Una decisione di portata epocale che potrebbe essere riportata come esempio virtuoso anche in uno Stato laico come l’Italia – ha oggi affermato il prof. Riccardo Polosa della Lega Italiana Anti Fumo – l’Italia deve adeguarsi alla rivoluzione che ormai si sta diffondendo in tutto il mondo“.

Come ha affermato il direttore della sala stampa vaticana Greg Burke, infatti: “la Santa Sede non può contribuire ad un esercizio che danneggia chiaramente la salute delle persone”.  E la decisione del Papa è coerente con tutto il suo pensiero di pontificato e di cambiamento rivoluzionario che parte proprio dall’assicurare uno stile di vita più sano al maggior numero di persone possibile.

“Tantissimi Stati in realtà hanno già avviato iniziative così importanti per la lotta al fumo – ha specificato poi Polosa – a New York ad esempio il prezzo delle bionde è salito quasi a 13 dollari e l’America non è l’unico posto al mondo dove la lotta al fumo si combatte al tabacchino. Aumentare il costo delle bionde anche in Italia darebbe un incentivo importante a smettere a tutti quei fumatori che sono già intenzionati a farlo. E se a queste iniziative economiche – ha continuato il professore – si aggiungessero anche proposte e soluzioni per agevolare l’utilizzo di strumenti alternativi e meno dannosi, come ad esempio le sigarette elettroniche, lo Stato italiano riuscirebbe definitivamente a sconfiggere il fumo salvando la vita a milioni di persone e risparmiando enormemente sui costi per la cura delle malattie fumo correlate”.

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