The Lancet: pubblicata, dopo 7 mesi, la contestazione degli scienziati pro-ecig

The Lancet: pubblicata, dopo 7 mesi, la contestazione degli scienziati pro-ecig

Ci sono voluti sette lunghi mesi affinché la nota rivista scientifica The Lancet pubblicasse la risposta degli autori dello studio accusato dall’ormai noto editoriale di agosto con il quale la redazione della rivista aveva generato non poche polemiche non solo sulla serietà dello studio, ma anche sull’utilizzo e l’efficacia della sigaretta elettronica.

Vi ricorderete, infatti, che la rivista aveva infatti tentato di minare le basi dell’ultimo rapporto condotto nel Regno Unito per conto di Public Health England (PHE), secondo il quale le sigarette elettroniche sono per il 95% più sicure rispetto alle sigarette convenzionali. In particolare, avevano criticato aspramente il razionale di uno degli studi su cui si basa il rapporto, tentando di paragonarlo a un mero esercizio di riflessione svolto da esperti reclutati sulla base di interessi, attaccando personalmente anche alcuni degli autori, tra cui il prof. Riccardo Polosa. E proprio sulla stessa rivista, il prof. Polosa aveva immediatamente preso le difese del rapporto condotto da PHE.

Oggi, a distanza di 7 mesi, The Lancet pubblica  la risposta puntuale e precisa firmata da alcuni degli autori dello studio accusato dall’editoriale, tra cui anche lo stesso Polosa, con il quale si argomentano tre critiche poste a quel famoso articolo.

Innanzitutto, la mancanza di prove concrete sulle quali basare i giudizi contro lo studio inglese, in secondo luogo l’approccio utilizzato dalla rivista per le analisi, che è un approccio propagandistico e non scientifico, ed in terzo ed ultimo luogo i commenti inesatti circa la dichiarazione dei conflitti d’interesse del prof. Polosa che riportava informazioni poco chiare e non basate sulla verità dei fatti.

Noi siamo sicuri che i prodotti a base di nicotina che abbiamo studiato sono stati valutati attraverso un processo opportunamente strutturato e con una valutazione scientifica pertinente“, hanno scritto gli scienziati nella missiva pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica.

“I risultati del nostro modello scientifico sono gli stessi di quelli forniti dal rapporto condotto dall’Autorità nazionale di Sanità Pubblica inglese – hanno concluso nella missiva – le elettroniche sono per il 95% meno dannose delle bionde. O se preferite possiamo anche dire che il fumo è venti volte più dannoso dello svapo”.

Il concetto non cambia: svapare non fa male come fumare

 

Precedente Asma e sigaretta elettronica. Un nuovo studio su Discovery Medicine
Prossimo "La verità sulla sigaretta elettronica". Ai microfoni di LIAF parla l'autore, Fabio Beatrice

Autore

Potrebbero interessarti anche i seguenti articoli

Comunicati stampa

Accesso troppo facile per i minori ai siti internet di elettroniche. Polosa risponde sulla rivista “Fortune”

L’accesso degli adolescenti ai siti internet che vendono sigarette elettroniche è davvero così pericoloso? Polosa risponde a questa domanda sulla nota rivista “Fortune” e commenta i risultati di un nuovo studio americano che dimostra un troppo facile accesso dei minori alle campagne di marketing dei siti di e-cig.

Comunicati stampa

“Zero Rischi” per chi usa le e-cig per smettere di fumare

Presentata nelle scorse settimane a Catania, e in anteprima internazionale, una ricerca che per la prima volta dimostra l’assenza di danni a carico delle vie aeree e dei polmoni in

Approfondimenti

Il divieto di svapo nei luoghi pubblici e nei luoghi di lavoro

La legge non vieta l’uso delle sigarette elettroniche in locali pubblici, ma rimane la possibilità per gli esercenti o per i gestori di sale e ristoranti, così come per le aziende, di dare indicazioni sulla possibilità o meno di “svapare” in pubblico.